M5s, Maraia: “Il sequestro dei depuratori del Sannio conferma l’attualità della mia interpellanza”

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Generoso Maraia

Si riporta il comunicato stampa dell’onorevole Generoso Maraia a commento del sequestro di beni per oltre 78 milioni effettuato nel Sannio a carico della società Gesesa, nell’ambito dell’inchiesta sull’inquinamento dei fiumi Calore e Sabato, dovuto a quanto sembra risultare dalle suddette indagini dal non corretto funzionamento di diversi depuratori.

E’ notizia di ieri il sequestro preventivo di beni mobili e immobili per un ammontare di 78,2 milioni di euro, eseguito dai Carabinieri del gruppo Tutela ambientale e transizione ecologica di Napoli e dai militari del Comando provinciale della Guardia di finanza di Benevento nei confronti della società Gesesa (Gestione servizi Sannio), che gestisce attualmente il servizio idrico integrato in diversi comuni di competenza dell’Ato 1 Campania.

Il provvedimento si inserisce nell’indagine coordinata dalla Procura di Benevento sull’inquinamento dei fiumi Calore e Sabato che attraversano la provincia di Benevento. Si tratta di un altro atto relativo ad un’articolata inchiesta sull’inquinamento dei fiumi Calore e Sabato, i quali sarebbero stati inquinati da scarichi diretti e, in alcuni casi, da acque non correttamente depurate. Il problema principale, quindi, riguarda il funzionamento di diversi depuratori nel Sannio posti a servizio di diversi centri abitati.

Proprio il sequestro di 12 depuratori conferma l’attualità della interpellanza urgente discussa venerdì scorso sulla depurazione delle acque reflue. In quell’occasione, ho esposto al Ministro della Transizione Ecologica Cingolani l’attuale situazione del nostro sistema di depurazione, in alcune zone del Paese totalmente assente, e che ha portato a ben quattro condanne da parte della Corte di Giustizia della Unione Europea. Tali condanne sono dovute alla non applicazione di una direttiva europea del 1991 (risalente a ben 30 anni fa), la quale specificava cosa dovevano fare gli enti locali sprovvisti di un impianto di depurazione adeguato.

E’ ormai assodato che che nel tempo c’è stato un forte immobilismo istituzionale, che ha coinvolto Regioni e Comuni, gli enti che devono gestire i fondi per l’adeguamento dei sistemi di depurazione. Per trasformare questi cospicui finanziamenti in interventi concreti, ho chiesto al Ministro Cingolani e al Governo di attribuire maggiori poteri al commissario unico per la depurazione: infatti, tale figura si trova nella condizione di perenne attesa di pareri che devono arrivare necessariamente dagli enti locali. Il classico ed atavico problema italiano: la burocrazia. Nella citata interpellanza, inoltre, ho suggerito al Governo di attribuire le competenze in materia ambientale al commissario, così da non dipendere più da soggetti terzi in una azione dettata da esigenze di assoluta urgenza. Solo così si potrà procedere all’adeguamento dei depuratori e alla realizzazione della rete fognaria in tutta Italia.