Lupi, a Vicenza speranze affidate ai guizzi di Mesbah e Szatmari

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L’Avellino al sesto appuntamento stagionale proverà a conquistare la prima vittoria del campionato ed a cancellare il segno meno dalla graduatoria. Dopo il pari ottenuto in pieno recupero contro il Grosseto, i biancoverdi di Incocciati troveranno sulla propria strada il Vicenza. Avversario alla portata ma galvanizzato dal successo contro il Pisa. Tre punti per iniziare a gioire completamente e per affievolire l’amarezza di tutti i tifosi che per le beghe tra Comune e Società saranno costretti a vedere ancora una volta il Partenio chiuso. Con il serio rischio di dover disputare in trasferta anche le gare interne. Si va quindi a caccia della prima vittoria, di quei tre punti che serviranno a rimettersi subito in carreggiata. Le prove contro l’Albinoleffe e i toscani hanno di sicuro mostrato un lupo diverso, una squadra combattiva, una formazione che per lunghi tratti nonostante assenze anche pesanti ha lottato alla pari con l’avversario. Un Avellino che piace, che pian piano sta formando un’identità, grazie ad un tecnico che dopo tanti esperimenti pare stia finalmente trovando l’assetto migliore ed al gran lavoro fatto sotto l’aspetto mentale da un Maglione tornato per setacciare il mercato degli svincolati e colmare le carenze in organico, ma soprattutto per lavorare sulla testa di un gruppo giovane ma dalle spiccate individualità. Alessandro Pellicori ha provato ad essere più forte dell’infortunio che l’ha colpito ed è partito lo stesso con la squadra. Il bomber pugliese proverà a stringere i denti ed a scendere in campo sin dal primo minuto. Non c’è l’ha fatta ad abbandonare la squadra, il capitano è alla ricerca della forma migliore e della segnatura personale. Il numero nove proverà quindi a guidare l’undici irpino alla conquista del Veneto, cercando malconcio com’è di ripetersi( dopo le 3 reti in 2 gare rifilate a i biancorossi nella passata stagione). Il trainer di Fiuggi purtroppo sarà privo ancora del suo uomo migliore: Roberto De Zerbi, ma ritroverà l’ungherese Szatamari. Il ritorno del magiaro spingerà il laziale a tornare al 4-4-1-1. La scelta in avanti dipenderà dalle condizioni di Pelligoal. Una riserva che verrà sciolta soltanto all’ultimo momento. L’assenza del centravanti spianerebbe le porte all’inserimento del francesino Aubameyang. Dubbi anche in difesa, dove la non eccelsa prestazione del brasiliano Defendi martedì sera potrebbe far rientrare nell’undici base il recuperato Pecorari. In porta tornerà Gragnaniello, mentre in difesa, al fianco del gigante Vaskò si contendono una maglia da titolare Defendi e Pecorari con il secondo favorito. Corsie esterne affidate al duo N’Zè-Sirignano. In mediana confermati Koman a destra, Mesbah sinistra con il tandem Dettori-Di Cecco in mezzo. Szatamari agirà alle spalle dell’unica punta. 4-3-2-1 per Gregucci, che sarà privo del solo Perrulli. A difendere la porta Fortin, che ha scontato il turno di squalfica. In difesa Raimondi, Zanchi, Di Cesare, Giani. Linea mediana invece composta da Bottone, Morosini e Botta. In avanti alle spalle dell’Ariete Bjelanovic, il duo Sgrigna-Capone. (di Sabino Giannattasio)

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