Piacenza 4-3-2-1: Cassano, Abbate, Zammuto, Olivi, Anaclerio, Wolf, Riccio, Patrascu (74’ Rantier), Serafini, Bianchi, Tulli (63’ Dedic). A disp.: Capodici, Cuciulla, Gemiti, Padalino, Simon. All. Somma
Avellino 3-4-3: Gragnaniello, Maietta, Mengoni, Cherubin, Carbone, Di Cecco, Della Rocca, Sirignano (40’ Conticchio), Sestu, Salgado (62’Pellicori), Cipriani (77’. Kenesei). A disp.: De Marco, Corallo, Nardini, Paonessa, All. Carboni
Arbitro: Denis Salati di Trento
Assistenti: Taiano e Burdin/ Quarto uomo Tasso
Reti: 22’Abbate (Pia)
Ammoniti: Anaclerio (Pia), Abbate (Pia), Cassano (Pia), Della Rocca(Av)
Angoli: 4 a 3 per il Piacenza
Recupero: 2’p.t. e 3’ s.t.
L’Avellino si sveglia, ma troppo tardi. I lupi riescono ad avere una reazione di orgoglio soltanto nei minuti finali, ma escono nuovamente sconfitti anche dal ‘Garilli’ di Piacenza. Uno stop pesante, l’ennesimo di un torneo che non ha visto mai gli irpini vittoriosi in trasferta. Biancoverdi che provano a raddrizzare l’incontro con l’ingresso tardivo di Pellicori e Kenesei. La squadra di Somma svolge il compitino, davanti ad un lupo che nella prima frazione di gioco, tolto qualche spunto dei singoli non riesce quasi mai a superare la propria metà campo. Ancora una volta scelte incomprensibili da parte dell’allenatore che tiene fuori Conticchio, in grado di mettere ordine in mezzo al campo con il suo ingresso e Pellicori a discapito di uno spento Cipriani, capace di rendersi pericoloso soltanto in una occasione. L’ennesimo Avellino sperimentale di una stagione che ha dato pochissime certezze. Ancora un goal su palla inattiva, ancora un errore su calcio piazzato. A punire Di Cecco e compagni ci pensa Abbate al 22’ della prima frazione di gioco.
Carboni si affida al 3-4-3 con Gragnaniello tra i pali, difesa composta da Maietta, Mengoni e Cherubin. Centrocampo folto con Sirignano, Di Cecco, Carbone e Della Rocca. In avanti a far compagnia a Cipriani Sestu e Salgado. Al 3’ lancio di Sestu per Salgado, il diagonale del cileno si spegne di poco al lato della porta difesa da Cassano. Al 4’ capovolgimento di fronte Tulli prova a calciare a rete in girata, conclusione deviata. Al 9’ Bianchi semina il panico nella difesa biancoverde, serve Tulli ma la sua conclusione è fuori. Un minuto dopo i padroni di casa hanno la più nitida occasione per passare in vantaggio, Serafini appoggia per Tulli che a due passi da Gragnaniello spara clamorosamente fuori. Al 17’ Serafini mette fuori di testa su cross di Anaclerio. Al 20’ tiro dalla distanza di Salgado, Cassano blocca senza problemi. Al 21’ Piacenza in vantaggio: punizione di Patrascu, Abbate schiaccia di testa e deposita nel sacco. Al 33’ Serafini a due passi dalla porta sbaglia clamorosamente. Al 35’ lancio di Mengoni, Salgado, Zammuto colpisce con un braccio ma l’arbitro fa proseguire. Ad inizio della ripresa l’Avellino va vicinissimo al pari: cross dalla destra di Carbone, al centro impatta Cipriani di testa, Cassano smanaccia in angolo. Al 53’ ci prova Cipriani su suggerimento di Carboni. Al 65’ il neo entrato Dedic giunge in area e calcia a rete di destro, palla respinta da Gragnaniello, in seguito spazza Mengoni. Al 71’ Dedic supera Gragnaniello, Mengoni salva sulla linea. Nel finale si sveglia finalmente l’Avellino: a nove minuti dal termine l’Avellino ha la possibilità di raggiungere il pari con Pellicori, ma il colpo di testa del centravanti biancoverde a porta sguarnita si stampa sulla parte alta della traversa. L’ultimo sussulto dell’incontro arriva da un calcio piazzato di Kenesei che dai 25 metri indirizza la sfera all’incrocio dei pali, ma Cassano riesce a sventare il pericolo con un balzo felino. Continua quindi il disastroso trend dei biancoverdi che non riescono ad ottenere i tre punti dal lontano 12 gennaio, vittoria 3 a 2 con il Bari. Forse sarebbe il caso di cambiare, in questo momento l’unica cosa da fare sarebbe sostituire la guida tecnica. L’allenatore toscano ha dimostrato ancora una volta di avere le idee poco chiare, ma Lucchesi e la proprietà con estrema cocciutaggine hanno confermato massima fiducia nell’ex tecnico di Bari e Crotone. La barca affonda, ma il coraggio di dare una svolta non c’è. Si va avanti per questa strada, una strada che si fa difficile. La B può essere salvaguardata visti anche i risultati delle altre squadre in lotta per non retrocedere in un torneo. Il cerchio delle compagini a rischio si è ristretto, ma bisogna ritrovare lo smalto perduto. Sbagliare è lecito, perseverare è diabolico. Giusto andaree avanti con Carboni? Sabato al Partenio arriverà il Rimini a caccia di punti play-off. I romagnoli saranno privi di Cristiano e Peccarisi espulsi contro il Chievo e che saranno fermati dal giudice sportivo.
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