Si è tenuta Domenica scorsa la giornata intitolata “Le forme del vino e dell’olio tra tradizione e tecnologia: i fuochi allavorati”. L’evento aperto con il convengo tenutosi presso il centro sociale “Nino Alvino” dedicato alle forme del vino e dell’olio ha visto la partecipazione delle autorità locali e di numerosi esperti nel settore enogastronomico, con l’interessante conclusione rappresentata dai laboratori degustativi tematici, a cura della condotta Colline dell’Ufita e Taurasi dell’associazione Slow food. Il prosieguo della giornata ha visto la visita alle cantine ed ai frantoi, aperti per l’occasione al pubblico che, allo stesso modo della conferenza mattutina, ha snobbato l’evento in maniera decisa ed incomprensibile. Tappa obbligatoria quella al museo delle tradizioni contadine, dove tra sculture in ferro, cimeli contadini e testimonianze della vita nei campi di generazioni di luogosanesi, è emerso il forte attaccamento dei cittadini alle proprie radici contadine. La giornata non poteva che culminare con i secolari fuochi allavorati, una tradizione del paese, la più sentita assieme alla Via Crucis del periodo pasquale, che rimembra l’epoca dell’enciclica papale emanata alla fine dell’Ottocento, per attendere la quale i cittadini si organizzarono attorno ai falò allestiti in varie zone del paese. Come ogni anno, i fuochi sono stati allestiti con tanto di banchetti per accogliere arrosti e vino locale. L’atmosfera si è fatta ancor più emozionante grazie al concerto itinerante di musica popolare a cura de “La paranza della valle dell’Orco”.
Redazione Irpinia
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