Luogosano – Guarente: “Inutile ostruzionismo dei sindaci sul PdZ”

14 Ottobre 2013

Viste le reiterate considerazioni e riflessioni, talvolta imprecise e strumentali, esplicitate in seguito alla delibera n320/2012, proposta dall’ Assessore alle Politiche Sociali della Regione Campania On. dott. Ermanno Russo, che ha stabilito le modifiche agli ambiti territoriali che devono essere obbligatoriamente operative entro il 1° gennaio 2013, e quindi l’ accorpamento degli ex ambiti A3 (Avellino) e A4 (15 comuni alta Irpinia), il Consigliere Comunale di Luogosano dott. Armando Guarente, nonchè Presidente Onorario dell’ Associazione Proloco, sente il dovere morale prima che politico, personale e a nome delle persone che rappresenta , di cercare di fare un pò di chiarezza in una vicenda che investe un settore delicatissimo che è quello delle persone abbisognevoli di assistenza. Con circolare prot. 860236/2012 e 957445/2012 la Giunta Regionale ha disposto che il Sindaco del Comune con maggior numero di abitanti (Avellino) dovesse riunire il Coordinamento Istituzionale. Il Comune di Avellino si è immediatamente attivato, ha convocato il Coordinamento Istituzionale che ha individuato, con verbale n. 2/2012, Avellino comune capofila dell’Ambito.

Le indicazioni fornite dalla Regione Campania con la circolare n. 860236/2012 chiariscono che “i servizi in corso finanziati con fondi ordinari debbono terminare entro il 30/06/2013, per cui il Comune capofila della attuale configurazione dovrà poi concludere le procedure di liquidazione entro il 31/12/2013”.

Il Comune di Avellino, per evitare le interpretazioni molto personalistiche della norma regionale ha richiesto alla Regione Campania una interpretazione autentica e la stessa Regione con la nota prot.207189 del 21.3.2013 ha definitivamente sancito che:

Avellino è stata già individuata comune capofila l’Ambito, che, quindi, l’Ambito è già costituito e deve subentrare nella nuova gestione delle attività; la funzione di coordinamento e responsabilità di gestione è in capo al comune capofila; la responsabilità sul mancato scioglimento dell’ex consorzio A4 è in capo ai comuni aderenti allo stesso; la legge 135/2012 (spending review) stabilisce che i comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti possono gestire tali servizi solo attraverso convenzioni ex art. 30 e unioni di comuni.

Nonostante ciò i sindaci dell’ex Consorzio hanno continuato a fare ostruzionismo per difendere posizioni di casta e mantenere strani equilibri a scapito dei servizi: ad esempio preservare posizioni non difendibili e drenare risorse che invece devono essere usate solo ed unicamente per i servizi.

Per mesi i sindaci dell’ex Consorzio hanno giustificato il loro ostruzionismo contestando le prerogative del Comune di Avellino che voleva individuare parametri che tenessero conto del numero degli abitanti e della relativa contribuzione al Fondo Unico di Ambito (minimo € 7,00 per abitante – Avellino vale il 60% dell’Ambito).

Ma ancora oggi, nonostante il Comune di Avellino abbia, saggiamente, proposto a tutti i Sindaci uno schema di convenzione che vede Avellino (comune capofila) valere quanto il comune più piccolo 8 sindaci dell’ex consorzio pretendono di far valere piccoli tornaconti personali e strani intrecci di favori con la leadership uscente. Questo solo a danno degli utenti che non potranno fruire di maggiori servizi e di posti di lavoro qualificati con contratti che tengano conto delle effettive professionalità degli operatori (dalle schede di programmazione 2012 si evince la grande e strana differenza economica tra il compenso orario del Direttore pari a circa € 50,00 e i compensi minimi, molto al di sotto delle tariffe di settore, dei dipendenti e consulenti dell’Ufficio di Piano dell’ex Consorzio, che mediamente non superavano il costo orario di €13,00).

Comuni che equivalgono all’80% dell’Ambito (Avellino, Pratola Serra, Tufo, Montefredane, Chianche, S. Martino V.C., Pietrastornina e Altavilla) hanno approvato la proposta del Comune di Avellino ed hanno deciso di operare per il bene dei loro cittadini, secondo norma, attuando una vera spending review secondo il dettato della Legge 135/2013, ma i restanti sindaci (guarda caso proprio quelli che facevano parte del Consiglio di Amministrazione del Consorzio, compreso il Presidente e il vice presidente) che rappresentano solo il 20% dell’Ambito, pretendono di mantenere le loro sacche di potere mettendo a repentaglio finanziamenti che consentono il potenziamento e miglioramento dei servizi attivi.

Occorre anche sfatare il mito dell’ottimo lavoro e progettazione portata avanti dal Consorzio: infatti solo poco più del 50% delle risorse sono state destinate ai servizi, e molti servizi essenziali ed obbligatori erano e sono a carico dei bilanci comunali, ad esempio i minori in istituti, anziani in residenze protette, disposizioni giudiziarie per residenze protette, etc.

Bisogna cambiare rotta, bloccare il deflusso di risorse e rientrare nella normativa regionale, attenersi alle indicazioni operative dettate dalla Regione Campania con le delibere di G.R. n. 134/2013 e n. 308/2013.

E’ necessario dare agli utenti certezze sui servizi e bloccare le rappresaglie e ricatti dell’ex consorzio sui comuni che hanno deciso di attivare le procedure di legge (stranamente proprio pochi giorni fa il Consorzio avvalendosi di poteri che, allo stato non detiene, ha deciso di chiudere una struttura per anziani nel comune di Chianche, arrecando gravi danni a quel territorio, agli utenti e ai lavoratori).

Le Politiche Sociali devono finalmente ottenere il riconoscimento che meritano , devono essere sottratte all’apparato funzionale alle logiche spartitorie per attribuirle all’unico Ente costituzionalmente previsto, qual è l’Ente Comune in generale ed il Coordinamento di tutti i Comuni , in particolare,facenti parte dell’Ambito A 04. Occorre, inoltre, ribadire l’ esclusività delle politiche sociali che fanno unicamente capo alle funzioni amministrative attribuite , sempre per dettato costituzionale, all’ Ente Comune.

I servizi sociali sono rivolti ai cittadini in stato di bisogno e non a chi vuol ricavarne benefici personali.


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