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L’unico calciatore della storia dell’Avellino che ha giocato con la Nazionale italiana

Parlare di Avellino e Nazionale italiana significa toccare un incrocio raro ma carico di significato: una piazza capace di vivere dieci stagioni consecutive in Serie A e, nello stesso tempo, di lanciare (davvero) un calciatore fino alla maglia azzurra nel suo momento più alto. In un calcio sempre più polarizzato, in cui la Nazionale pesca quasi esclusivamente dalle grandi, il fatto che un club “di provincia” abbia avuto un proprio tesserato protagonista con l’Italia maggiore rimane un tassello di storia sportiva che merita un approfondimento serio e documentato.

Fernando De Napoli, l’unico calciatore dell’Avellino in Nazionale

Fernando De Napoli. È lui l’emblema della traiettoria Avellino–Azzurro: cresciuto e affermatosi in biancoverde, chiamato in Nazionale mentre è ancora un calciatore dell’Avellino e poi consacrato sul palcoscenico mondiale.

De Napoli arriva ad Avellino e diventa rapidamente una colonna della squadra. Centrocampista di corsa, intensità e intelligenza tattica, si distingue per la capacità di tenere insieme le due fasi, recuperare palloni e dare equilibrio a una squadra che, in Serie A, doveva spesso giocare partite di grande sacrificio. Non è un calciatore appariscente, ma è tremendamente efficace: uno di quelli che gli allenatori notano perché raramente sbaglia partita.

Quella continuità, maturata in un contesto competitivo e difficile come la Serie A dell’Avellino anni Ottanta, rappresenta il vero trampolino verso la Nazionale. Il suo esordio con l’Italia maggiore arriva l’11 maggio 1986, in un’amichevole disputata a Napoli. Un dettaglio tutt’altro che secondario: De Napoli veste l’azzurro quando è ancora tesserato dell’Avellino, non dopo il passaggio in una grande squadra.

Poche settimane più tardi viene convocato per il Mondiale del 1986 in Messico. Il salto è enorme: dalla lotta salvezza con una neoprovinciale a un torneo iridato. Eppure De Napoli non sfigura. Anzi, quella convocazione segna l’inizio di un percorso solido e duraturo con la Nazionale, che negli anni successivi lo vedrà collezionare numerose presenze e anche una rete, diventando uno dei centrocampisti più affidabili del periodo tra la seconda metà degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta.

Dentro la storia dell’Avellino, questo dato pesa ancora di più: De Napoli è l’unico calciatore biancoverde ad aver preso parte a un Mondiale con la maglia della Nazionale italiana mentre era legato al club irpino. Un fatto che racconta meglio di qualsiasi slogan il livello raggiunto da quell’Avellino e la credibilità che seppe costruirsi nel calcio italiano.

I perché dell’exploit

C’è anche una chiave storica da considerare. Negli anni Ottanta la Nazionale osservava il campionato con uno sguardo più ampio rispetto a oggi. Le prestazioni contavano più del blasone, e un centrocampista affidabile, continuo e temprato da un calcio fisico e tattico poteva guadagnarsi la convocazione anche senza appartenere a una big. De Napoli è figlio di quel calcio: cresce partita dopo partita, si afferma in una squadra che non poteva permettersi cali di tensione e arriva all’azzurro per meriti concreti.

Non a caso, nelle sue stesse dichiarazioni e nei racconti legati al mondo Avellino, torna spesso la stessa idea: “con questa maglia sono arrivato in Nazionale”. È una frase che sintetizza perfettamente il senso di quel percorso. L’Avellino non è stata una semplice tappa di passaggio, ma il luogo in cui De Napoli ha costruito la propria identità calcistica.

L’attualità e una Nazionale ancora in lotta per andare ai Mondiali

Questo tipo di storie torna particolarmente attuale in un contesto storico in cui la Nazionale – attualmente allenata da Gennaro Gattuso – si trova a vivere momenti decisivi, come i play-off mondiali che andranno disputati a breve. Gare secche, pressione altissima, margine d’errore sostanzialmente nullo: contesti in cui contano non solo la tecnica ma anche il carattere, l’abitudine a giocare partite “pesanti”, la capacità di reggere l’urto emotivo. Se negli ultimi anni il Mondiale è stato uno spauracchio, quest’anno può e deve diventare un obiettivo minimo.

Secondo le quote attualmente disponibili nel panorama delle scommesse sportive su DomusBet, gli Azzurri restano comunque tra le squadre favorite per conquistare l’accesso al Mondiale attraverso i playoff. Nonostante la mancata qualificazione diretta, infatti, l’Italia ha mostrato un rendimento complessivamente positivo ed è ora attesa da due sfide impegnative ma potenzialmente alla sua portata.

Tornando all’Avellino, invece, in questo momento i campani militano in Serie B e potrebbero dovere attendere ancora per tornare nella massima serie e, di conseguenza, per vedere un loro giocatore convocato con la Nazionale italiana maggiore. Ma la storia di De Napoli insegna che, indipendentemente da tutto, con un po’ di fortuna e meritocrazia, si può fare la storia della Nazionale anche senza per forza far parte di una big. L’avventura di De Napoli con la casacca dell’Italia racconta un’epoca, una filosofia e un’idea di calcio in cui anche una realtà come Avellino poteva arrivare al cuore della Nazionale. E, in fondo, ricorda che l’azzurro non è soltanto una questione di stemmi prestigiosi, ma di percorsi, lavoro e credibilità costruita sul campo.

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