Luca Abete: Raccomandazioni ? No Grazie !

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Luca Abete
Luca Abete

Il messaggio di Luca Abete agli studenti italiani: io facevo il clown ad Avellino ed ora sono a Canale 5, senza aver avuto alcun tipo di aiuto. Ai ragazzi di Avellino, e non solo, dico: non siate pigri ed eliminate gli alibi. Valorizzate ciò che di grande avete: entusiasmo, energia, capacità.

Raccomandazione ? Perchè no. Agli studenti degli atenei italiani piace vincere facile. Quasi uno su due, tra gli oltre 2000 intervistati nell’ambito di una indagine promossa dal progetto #NonCiFermaNessuno ammette che pur di ottenere un lavoro non rinuncerebbe al fatidico “aiutino”.

Il 57% degli intervistati è convinto che le raccomandazioni siano utili soprattutto nel settore pubblico e per superare i concorsi.

I risultati della ricerca sono stati diffusi in un incontro intitolato “Giovani, futuro e lavoro” che si è svolto nel Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Università di Roma Sapienza.

Testimonial del tour, che ha toccato 15 Università italiane dal settembre del 2014 allo scorso mese di maggio, l’inviato di Striscia la Notizia Luca Abete che, in otto mesi, ha compiuto un vero e proprio viaggio tra le opinioni dei giovani italiani.

Durante il viaggio negli atenei italiani, come ammette lo stesso Abete, ha incontrato tantissimi giovani avellinesi, presenti in quasi tutte le Università toccate dal tour, molti dei quali ancora ricordavano i suoi esordi televisivi ad Irpinia Tv.

Luca, che quadro emerge al termine del viaggio?

“Emerge ciò che si può immaginare. I ragazzi sono preoccupati per il loro futuro ma hanno anche grossa fiducia nell’Università. Due sono gli aspetti che li preoccupa: la mancanza oggettiva di lavoro, con la conseguente paura di confrontarsi con una realtà complicata, e il timore di non essere compresi dall’esterno, che mina la sicurezza e gli entusiasmi.
Ecco: i giovani italiani, e direi che non fanno eccezione quelli di Avellino, si sentono privati del sogno e delle energie utile per inseguirlo”.

Il tour, oltre all’indagine statistica, ha prodotto anche un docufilm, che racconta un po’ uno spaccato delle ambizioni, delle paure, delle speranze delle giovani generazioni.

“Alcuni passaggi sono davvero commoventi. Sembra quasi che tutti rincorrano una speranza: i ragazzi del nord dicono di non aver speranza se non quella di andare all’estero, per quelli del sud l’unica speranza è andare al nord!”

Intanto, dai dati diffusi emerge che la raccomandazione come strumento che faciliti l’ingresso del mondo del lavoro è ancora considerato un valido supporto.

“Dall’esperienza diretta ho percepito che in realtà i ragazzi non vogliono la raccomandazione ma temono che sia l’unica alternativa che hanno”.

Non è un caso, allora, che tu, giovane partito da una provincia del sud ed affermatosi nell’emittente principe del gruppo Mediaset, abbia messo il tuo volto su questo progetto. Quali sono i messaggi che intendi trasmettere ai giovani avellinesi che, magari, alla raccomandazione guardano ancora con favore?

“Innanzitutto vorrei far capire ai giovani che la raccomandazione non è affatto l’unico mezzo per emergere.

Prendi la mia storia: io facevo il clown ad Avellino ed ora sono a Canale 5, senza aver avuto alcun tipo di aiuto. Insomma se ce l’ho fatta io perchè non potrebbero farcela altri ragazzi ?
E, poi, secondo me non è giusto pensare di far convergere tutto il proprio impegno su una raccomandazione: fai le cose per bene e falle per soddisfare te stesso.
Ai ragazzi di Avellino, e non solo, dico: non siate pigri ed eliminate gli alibi. Valorizzate ciò che di grande avete: entusiasmo, energia, capacità.

Se queste doti le rimettete in circolo, possono diventare più forti delle raccomandazioni”.

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