![]()
Intanto a Napoli l’assessore regionale ribadisce la linea: la disponibilità da parte dell’amministrazione regionale al finanziamento di un progetto di stabilizzazione dei 53 lavoratori socialmente utili, attraverso l’utilizzo di fondi straordinari, individuando percorsi di stabilizzazione quali la costituzione di società a carattere pubblico, prevedendo un impegno economico triennale per 400mila euro annui. “La situazione è rimasta identica – prosegue Pennetta – sapevo che sarebbe stata ribadita questa posizione”. Dunque si resta ancora davanti al bivio: da una parte la municipalizzata interamente pubblica, dall’altra la proposta appoggiata dal sindaco e dalla Margherita di raggiungere la stabilizzazione attraverso il privato. “Il che significa – ribadisce l’assessore al Personale – selezionare, attraverso bandi a carattere europeo, i migliori imprenditori per la gestione di servizi indispensabili per il Comune – di cui il bilancio non può farne a meno – e che dunque saranno sempre fondamentali anche se i privati dovessero fallire. Questa è la maggiore garanzia per gli lsu”. L’assessore precisa infine che la scelta del privato “costa meno alle casse comunali e dunque ai cittadini”, rispetto alla municipalizzata interamente pubblica che invece: “Scarica sul bilancio del Comune un po’ di oneri”. (di a.m.)