L’orsa Daniza uccisa dall’anestetico: insorgono gli ambientalisti

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Trento – Daniza, l’orsa che a Ferragosto aveva ferito un uomo nei boschi di Pinzolo, in Trentino, è morta la notte scorsa. Ha deviato le trappole per circa trenta giorni. Poi, quando come ultima possibilità di catturarla è stata effettuata l’anestesia a distanza, l’animale non ha retto al farmaco. Con lei è stato preso, dopo essere stato narcotizzato, anche uno dei suoi due cuccioli che è stato catturato e dotato di targa e microchip prima di essere rimesso in libertà. Negli ultimi giorni, Daniza aveva fatto diverse incursioni in zone antropizzate per procacciarsi cibo in vista dell’inverno, uccidendo tre pecore in una stalla della Val di Borzago, altre pecore a Caderzone Terme e una capra a Bocenago. Immediate le reazioni alla notizia: insorgono gli ambientalisti, ma critiche arrivano da più parti del mondo politico. I tentativi messi in atto nei giorni scorsi per bloccare l’animale non avrebbero avuto esito positivo; da lì il ricorso al farmaco risultato fatale per l’orsa. Nessuna conseguenza invece per i due cuccioli. La targa auricolare ed il chip consentiranno di monitorare costantemente gli spostamenti e le condizioni di uno dei due animali. A questa età, i cuccioli difficilmente si separano. Quindi, probabilmente in tempi brevi, si tenterà di catturare anche l’altro per applicargli lo stesso tipo di auricolare. L’ambiente in cui i due orsacchiotti vivono, affermano al ministero, non è abitato da predatori ed è ricco di cibo. Qualora, però, si dovessero riscontrare difficoltà, gli organi competenti sono pronti a intervenire per assicurare le cure necessarie.
“Davvero una brutta notizia”. Così il ministro dell’Ambiente ha commentato la morte dell’orso: “Abbiamo già inviato alla Provincia di Trento la richiesta di una relazione sull’accaduto per chiarire la dinamica dei fatti e chiedendo misure affinché episodi come questo non si ripetano più”, spiega Galletti, che si dice molto preoccupato per la sorte dei due piccoli. “Mi preme la sorte dei due cuccioli, uno dei quali non è stato ancora munito di radio collare – ha detto -. Vanno seguiti e protetti per garantirne il costante benessere e consentire loro di diventare adulti. Così come vanno adottate le migliori soluzioni per l’intera popolazione di orsi del Trentino, Veneto, Lombardia e Friuli. Facciamo in modo che quanto accaduto ci serva da insegnamento per il futuro”.

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