L’opposizione solleva il caso ‘dopo Iermano’, Galasso glissa

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Avellino – “Scadono domani i cinque giorni previsti dal Regolamento per presentare il nuovo assessore alla Cultura”. Ha così risposto il Sindaco Giuseppe Galasso ad apertura dei lavori del Civico Consesso all’interrogazione del capogruppo di Alleanza Nazionale. Giovanni D’Ercole, infatti, prendendo spunto dall’articolo 48 ha invitato il primo cittadino a chiarire il ‘dopo Iermano’ visto “…che sono trascorsi i cinque giorni dalle dimissioni protocollate del professore. Oggi, era la prima seduta utile dopo la scadenza del termine per confermare la rinuncia al mandato, ma in tutta risposta Galasso ha dichiarato che ‘svelerà’ il nuovo assessore solo domani”. Intanto il ‘toto assessore’ continua: a salire sullo scanno della Cultura e della Pubblica Istruzione potrebbe essere Bianca Maria Paladino, esponente diessino e già in passato componente del CdA del ‘Carlo Gesualdo’. Una nomina che se dovesse essere confermata comporterebbe, secondo voci di corridoio, uno scambio: fuori l’assessore ai Lavori Pubblici Ivo Capone perché anch’egli della Quercia e spazio ad Antonio Genovese in quota Fiorellino – ma in corsa ci sarebbe anche Mimmo Palumbo in base ai voti ottenuti alla chiamata elettorale come pure Guido D’Avanzo, sempre esponente del partito di Via Tagliamento. Ma i ‘papabili’ per la carica di assessore alla Cultura potrebbero essere anche altri: all’indomani delle dimissioni di Iermano il primo nome che è circolato nell’ambito dei bene informati è stato quello dell’attuale capogruppo consiliare e segretario cittadino della Margherita Enza Ambrosone, già assessore alla Cultura all’epoca della Giunta Di Nunno. Ed ancora: Geppina Frieri professoressa del Liceo Classico di Avellino attualmente presidente di uno dei Circoli del Fiorellino del capoluogo irpino, Elvira Lenzi consigliere della Margherita nella passata Legislatura per la quale potrebbe esserci la ‘rinuncia’ all’Assessorato in cambio dell’entrata a Piazza del Popolo ed Emiliana Mannese vice coordinatore del Fiorellino. Insomma, non potrebbe essere inesatta la partecipazione di un rappresentante in quota rosa della Margherita che porterebbe di certo una novità in seno all’attuale Giunta Galasso: la presenza di una donna alla guida di un Assessorato importante, come quello della Cultura se facciamo riferimento soprattutto alla ‘patata bollente’ del Teatro Carlo Gesualdo. Ma gli ‘uomini’ del partito di Via Tagliamento si aspettano molto dal ‘dopo Iermano’. Intanto, in attesa che Galasso sciolga il nodo, grande spazio è stato dedicato all’interrogazione presentata dal consigliere della Margherita Nicola Poppa sul simbolo della città capoluogo. Con una relazione dettagliata e frutto di una certosina ricerca storica, Poppa ha dimostrato all’Assise che l’attuale stemma non è corrispondente al vero: l’agnello dai documenti storici ‘tirati fuori’ dall’esponente del Fiorellino è in piedi, come fa testo il ‘Decreto Regio’, e non adagiato come si evince dall’attuale che apparterrebbe invece, alla famiglia Caracciolo. Insomma, un’interrogazione che ha sollevato polemiche ed approvazioni tant’è che la discussione si è protratta rinviando ad un secondo momento la relazione del Presidente dell’Istituzione Teatro Gennaro Iannarone.

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