L’opinione di Ciro De Pasquale: “Castaldo valore aggiunto”

0
361

Da “Il Biancoverde” n. 27 del 14 marzo 2014

Questa settimana, la rubrica “L’opinione di…” è dedicata al giornalista del Corriere del Mezzogiorno Ciro De Pasquale.

“Sette squadre, divise da quattro punti, per un solo posto utile. Classifica alla mano è questa la prima vera conseguenza della vittoria biancoverde di sabato scorso a Empoli. Una classifica cortissima e una lotta accesissima per conquistare l’ultimo posto utile per la promozione in serie A (sembra ormai scontata la vittoria del Palermo capolista di questo campionato di serie B). Contro ogni pronostico e al di là di tutte le più rosee aspettative di inizio anno, l’Avellino di mister Rastelli sta disputando un campionato straordinario: a un girone di andata semplicemente strepitoso ha fatto da contraltare, però, un 2014 ad andamento lento. Le amarezze sono state tante, così come i punti persi per strada: sono stati ben sei nei minuti finali nella gara (Ternana, Varese e Pescara), spezzati dalla sciagurata sconfitta interna contro il Lanciano. Un ruolino di marcia che aveva acceso più di un campanello d’allarme, alimentando le immancabili e immediate lamentele dell’ambiente biancoverde. Non è bastato un inizio di campionato con il turbo per dare credito e tempo a mister Rastelli, che si è ritrovato catapultato negli ultimi mesi al centro di critiche per molte scelte tecniche e tattiche. Critiche, a mio parere, ingiustificate: il tecnico ha costruito non una squadra, ma un gruppo affiatato e coeso. Lo dimostra la mentalità con cui i lupi si sistemano in campo: pressing forsennato dei centrocampisti, difesa alta e aggressiva, esterni propositivi e dediti al sacrificio.
Non puoi mantenere un equilibrio di gioco nel tuo 3-5-2 se non hai ali veloci e rapidi sia nel proporsi in attacco che nel recuperare, centrocampisti pronti ad aggredire i portatori di palla e difensori reattivi nel gioco d’anticipo. Ma il tecnico ha dimostrato personalità nelle scelte e molto acume tattico, prerogativa di allenatori molto navigati e con tanti anni di esperienza alle spalle: ha capito immediatamente di non avere a disposizione una rosa di calciatori da “vetrina”, fatta di nomi altisonanti con anni di esperienza nella categoria e con un curriculum di grandi squadre, bensì un gruppo formato da giovani volenterosi di mettersi in mostra e di veterani disposti al sacrificio pur di togliersi le ultime soddisfazioni della carriera. In questo Avellino non ci sono centrocampisti dai piedi sopraffini o attaccanti da venti gol a stagione, ma un gruppo che ha anteposto il gioco di squadra ai personalismi. Ne hanno beneficiato, ovviamente, tutti: Galabinov che ha già realizzato dieci gol stagionali, Castaldo a quota sei, Zappacosta che ha guadagnato la convocazione nella Nazionale Under 21, Izzo che ha attirato l’attenzione degli osservatori del Napoli (che ne detengono la comproprietà). Al loro fianco Peccarisi che sta vivendo una seconda giovinezza, Arini e D’Angelo totalmente integrati nel progetto della società, Pisacane e Fabbro disposti a non mollare nemmeno un centimetro agli avversari.
Fondamentale il lavoro dello staff tecnico della società del Presidente Walter Taccone che ha portato in Irpinia un leader come Luigi Castaldo, decisamente il giocatore più importante di questa squadra. Il numero dieci è stato fino ad oggi decisivo per l’imprinting che ha saputo dare ai compagni: sacrificio, abnegazione, passione e tanta corsa lo hanno reso un leader di fatto per tutta la squadra e uno dei beniamini della curva sud. E pazienza per qualche gol sbagliato: il suo apporto in termini di dinanismo e nell’organizzazione della manovra offensiva della squadra irpina è imprescindibile per mister Rastelli.
Ritengo mirato e funzionale al gioco e agli schemi di Rastelli anche il mercato di riparazione: Ciano su tutti ha consentito al tecnico un ventaglio di possibilità tattiche prima impossibile, ma anche Ladriere e lo svizzero Decarli (nonostante la leggere involuzione delle ultime apparizioni) hanno portato una ventata di freschezza all’ambiente e un clima di sana competizione sportiva nelle gerarchie della squadra titolare.
Personalmente temo un pochino l’ambiente sportivo che mi ha sempre ricordato le onde del mare incessantemente attratte dalla luna: l’entusiasmo e la passione sono contagiosi, così come la tendenza al disfattismo e alla critica preventiva. Dovranno essere società e allenatore a dare equilibrio e stabilità all’umore, eliminando facili entusiasmi e pericolosi cali di concentrazione. Una buona occasione sarà la prossima gara esterna contro il Bari: un test importante sia perché l’Avellino affronterà una squadra in salute e sempre pericolosa, sia per confermare il buon momento atletico che i calciatori stanno vivendo. Sarà fondamentale recuperare la vena realizzativa di Galabinov e le sgroppate del miglior Zappacosta (la cui assenza si sta facendo sentire) e proseguire il miglioramento fisico e atletico dimostrato già a Empoli, considerato che l’Avellino è una delle squadre che sostituisce di meno i propri titolari in campo, rispetto a tutte le altre formazioni della serie cadetta”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here