L’irpino Velio Cilano nell’enciclopedia della canzone napoletana

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Avellino – Sensibile poeta ed autore-compositore melodista di tante belle canzoni l’irpino Velio Cilano, è presente nella Nuova Enciclopedia illustrata della canzone napoletana a cura del giornalista Pietro Gargano, che sarà presentata prossimamente a Napoli. L’intera opera si compone di ben 6 volumi corredati ognuno, da un cd-rom con elenco della produzione di ogni autore e della discografia di ogni cantante. Velio Cilano ha scritto i primi testi e le prime poesie all’età di 15 anni “Versi Ametrici dell’Adolescenza”. In Svizzera ha vinto il Festival della Canzone di La Chaux-de-Founds con la canzone “Buongiorno Italia”, divenuta grande successo fra gli emigranti. Tra gli ultimi lavori pubblicati “Poetando-Writing poetry”per il quale si è complimentata con lui anche Lady Hillary Clinton apprezzando la sua poesia “Il cuore della mamma” ed il CD “Le canzoni di Velio Cilano”, incise da Salvatore Avorio, Giorgio Catone,Fiorenza Caruso, Filomena Piro, l’italo americano Tony Ielaluzzi, Felice Alfarano, Gaetano Maschio. Velio Cilano è una voce poetica di indubbia valenza etica e sociale. La poesia di Velio Cilano è un canto d’amore per la vita, fatta di gioia e di dolore. L’autore perlustra negli antri della memoria alla ricerca di momenti che possano svelare qualcosa di vero su quello che siamo e su quello in cui crediamo. Velio Cilano adotta un linguaggio armonioso e delicato, che scandisce momenti particolari che scorrono nella clessidra dell’anima e non possono essere dimenticati perché rappresentano il tessuto di una vita, fissano dei fotogrammi di gioia e dolore. Così scrive di lui il professore Giuseppe D’Errico: “Nel grande alveo della canzone melodica napoletana ed italiana si inseriscono a pieno titolo le canzoni di Velio Cilano, sia per la melodia che le distingue, sempre commossa e delicata, lineare ed orecchiabile, sia per il testo che fa dell’accento chiaramente popolare che lo connota, un pregio e non un orpello. I temi trattati sono quelli della vita quotidiana del cuore, colma ora di gioie a lungo sognate, ora di pene sempre taciute. Là tramano sogni vissuti ma non dimenticati, l’incanto di pensieri d’amore colmi di turbamenti e di attese, di silenzi e di sospiri, di attese e delusioni. Le canzoni si ricordano agevolmente e danno l’impressione di essere state sempre conosciute; rimangono perciò nella memoria e non solo le si canticchia o fischietta, ma le si porta nell’anima in cui suscitano ricordi e malinconie, fantasie infinite e dolcissime, invitandoci a riscoprire in noi stessi il fanciullo che siamo stati e che non è mai morto davvero”. Di recente nei saloni dell’Istituto Italiano per gli studi filosofici di Napoli, in via Monte di Dio, si è tenuta la cerimonia di premiazione relativa al terzo concorso di fotografia Enzo Montarselo sul tema “Dalla terra al calice…Un percorso tra viti, uva, feste e folklore”. Tra le opere esposte anche quella di Cilano, dal titolo “Vite”, suggestiva rilettura attraverso la tecnica fotografica dell’universo contadino, fatto di colori e sapori irripetibili.

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