L’Irpinia unita contro la violenza di genere: un murale per dire basta

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Laura Perrone – La violenza di genere continua a rappresentare una delle più gravi emergenze sociali del nostro tempo. Ogni episodio raccontato dalle cronache è la punta di un iceberg che nasconde forme di sopraffazione quotidiana, spesso invisibili, ma non per questo incapaci di infondere sofferenza. E non è da intendersi semplicemente come l’insieme di episodi che alimentano tristemente la cronaca nera, piuttosto si tratta di un fenomeno subdolo profondamente radicato nella nostra società, insinuato nella quotidianità di migliaia di donne e di persone vulnerabili. Diverse sono le connotazioni: dalla violenza fisica, più evidente e tangibile, a quella psicologica, fatta di isolamento, controllo e svalutazione, alla violenza economica, intesa quale negazione dell’autonomia, ostacolando le vittime nella possibilità di costruirsi un futuro indipendente e/o gestendo le risorse familiari in modo autoritario.

Il XII Rapporto EURES evidenzia che, nonostante un calo in termini assoluti di femminicidi rispetto all’anno precedente, tra gennaio e ottobre 2025, le donne uccise volontariamente in Italia sono state 85, un dato che rappresenta il 39% del totale degli omicidi volontari e l’incidenza percentuale più alta mai registrata. La Campania risulta al secondo posto su scala regionale per femminicidi, solo dopo la Lombardia: dietro ogni numero, dietro ogni percentuale vi sono persone con le loro storie di privazione, di possesso, di controllo, di negazione della serenità, relativamente alle quali giocano un ruolo decisivo partner, ex partner ma anche familiari. Sempre il 2025 porta con sé un’impennata degli ammonimenti per violenza domestica e stalking: più di 7.500 nei primi otto mesi, il 70% in più rispetto all’anno precedente. Un segnale chiaro dell’intensificazione degli strumenti di contrasto adoperati delle istituzioni ma che non basta a risolvere il problema.

Siamo tutti un po’ responsabili, ogni episodio di violenza è un fallimento della comunità. E allora, l’indignazione a fronte delle notizie di cronaca a nulla funge, se non ad una presa di coscienza: un impegno quotidiano, veicolato dalle istituzioni al singolo cittadino, è ciò che serve al fine di rendere la libertà, la dignità, l’autodeterminazione, la parità non dei valori marginali ma dei veri e propri diritti inalienabili e non negoziabili.
L’accesso al lavoro, la parità salariale, insieme alla rete dei servizi di supporto e protezione, rappresentano, pertanto, elementi fondamentali nella strategia di contrasto alla violenza di genere.

In ragion di ciò, la Cooperativa La Goccia ha voluto così rappresentare l’importanza valoriale attribuita alla campagna promossa in sinergia con l’Azienda Speciale Consortile A04:
“La vera forza di questa Campagna risiede nell’unione territoriale: questo progetto è stato abbracciato e sostenuto da sedici Comuni del nostro territorio. A ognuno di questi sedici Comuni è stato simbolicamente assegnato un tassello del murale. Questo gesto trasforma l’opera d’arte in un manifesto di responsabilità collettiva. Significa che non è un singolo ente a farsi carico della lotta, ma che siamo sedici Comuni insieme a creare un fronte unito e compatto nel contrasto alla violenza di genere e per la promozione della parità.”

Il coinvolgimento attivo ha riguardato non solo le sedici amministrazioni comunali ma anche la comunità scolastica della provincia di Avellino, nell’ottica di sensibilizzazione collettiva su una tematica che – ahinoi – è sempre fin troppo attuale.

“Esprimo il mio plauso per questa iniziativa di straordinaria rilevanza sociale che eleva l’impegno contro la violenza di genere a una dimensione collettiva e intercomunale.
​La realizzazione di questa opera rappresenta una vittoria della cooperazione e della visione condivisa. L’I.C. Caruso, che mi pregio di rappresentare, è orgoglioso di far parte di questa rete territoriale, perché è proprio attraverso l’unione di forze tra enti, istituzioni e scuole che il messaggio di contrasto alla violenza acquisisce la massima potenza e risonanza, coinvolgendo attivamente l’intera comunità.” così il Rettore Dirigente Scolastico, Prof. Attilio Lieto.

Ecco i Comuni coinvolti e le relative tematiche, raffigurate in ogni “tassello” del murale-puzzle:
Prima tappa: San Martino Valle Caudina – La violenza sulle donne Seconda tappa: Cervinara – Solidarietà tra donne
Terza tappa: Roccabascerana – Educazione e cultura
Quarta tappa: Petruro Irpino- Le donne nella storia
Quinta tappa: Grottolella – L’autonomia economica delle donne
Sesta tappa: Capriglia Irpina – Il rispetto nella relazione
Settima tappa: Prata P.U. – Femminilità e bellezza
Ottava tappa: Chianche – Il lavoro delle donne
Nona tappa: Pratola Serra – Empatia e ascolto
Decima tappa: Montefredane – Sostegno alla maternità
Undicesima tappa: Tufo – Le donne e la pace
Dodicesima tappa: Rotondi – Parità dei diritti
Tredicesima tappa: Pietrastornina – Libertà di movimento Quattordicesima tappa: Altavilla Irpina – L’autodeterminazione della donna
Quindicesima tappa: Torrioni – Le donne e la politica  Sedicesima tappa: Avellino – Presentazione del murale completo dei 16 pezzi simbolicamente assegnati ad ogni Comune.

L’ultima tappa, posta a culmine della campagna di sensibilizzazione, ha avuto luogo stamattina alle ore 10:00 presso la Sala Consiliare del Comune di Avellino, in occasione della “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”.
E non finisce qui, oltre all’iniziativa dalla connotazione divulgativo-artistica concernente la realizzazione simbolica del murale, vi sono molteplici e ulteriori attività promosse in attuazione della campagna “Dall’8 marzo al 25 novembre”, tra cui lo sportello di Service Learning dell’IPSEOA Manlio Rossi Doria di Avellino volto a dar luce al lavoro del Centro Antiviolenza “Alice e il Bianconiglio”, incontri divulgativi e di sensibilizzazione presso i Comuni, laboratori sulla parità di genere e sul bullismo nelle scuole dell’ambito.

Un momento dal valore simbolico potente, che ribadisce come la violenza si possa combattere solo attraverso un impegno collettivo. E la risposta parte dal basso, dalla costruzione di comunità più consapevoli. Ogni voce può contribuire ad abbattere il muro dell’omertà.

Si ricorda, inoltre, il numero gratuito antiviolenza e stalking 1522 o il servizio di chat su www.1522.eu: un servizio pubblico promosso dal Dipartimento delle Pari Opportunità – Presidenza del Consiglio dei Ministri, attivo 24h su 24.