Lioni, raccolta rifiuti: la nota del sindaco Salzarulo

0
148

Lioni – “Possiamo elevare un peana di vittoria per i cittadini del comune di Lioni dopo che il Consiglio di Stato, con l’ordinanza relativa al ricorso 2496/2013, ha riconosciuto piena legittimità alla organizzazione del servizio di spazzamento stradale e alla raccolta porta a porta di plastica, carta e cartone oltre che al trasporto e allo smaltimento”. Così in una nota il sindaco di Lioni Rodolfo Salzarulo e Andrea Pezzella.
“Si tratta di segmenti organizzativi che il Comune aveva già convenuto nei fatti e che Irpiniambiente aveva accettato per anni. Il tutto era stato convenuto fin dalla costituzione dalla struttura della società di gestione dei rifiuti alla presenza dell’assessore provinciale Gambacorta. Quando siamo arrivati alla scadenza non più prorogabile dell’affidamento di quei servizi da parte del Comune al privato, pubblicato il bando, ci siamo visti chiamare in giudizio dalla Provincia per conto di Irpiniambiente. Dobbiamo ritenere che non appena è venuto a mancare l’interlocutore politico i gestori della società abbiano ottenuto dal Presidente/Commissario, nuovo alle vicende, il via libera per il ricorso al TAR, visto che fin qui avevano avuto sempre ragione.
Il Comune ha sospeso il percorso della gara, e quindi anche il servizio, incaricato gli avvocati Raffaele Capasso e Antonio Rizzo, si è attrezzato per garantire almeno la continuità della raccolta di carta, cartone e plastica, oltre che organizzare la difesa in giudizio.
Sono stati mobilitati gli operai del Comune, distolti dal servizio normale di manutenzione, che per circa due mesi hanno garantito la normale raccolta, anche con l’aiuto dell’addetto di ekoclub al centro di raccolta, non facendo pesare sui cittadini un oggettivo disservizio, a cui in Campania sembra che siamo quasi assuefatti. A loro va il primo ringraziamento.
Poi il Consigliere Andrea Pezzella si è dedicato alla raccolta di elementi di fatto e di diritto da offrire ai legali per strutturare la difesa, anche facendo ricorso all’analisi puntuale dei programmi e della struttura organizzativa della società Irpiniambiente. Ha cercato e ottenuto il supporto del comandante dei Vigili, esperto del settore, dei due nuovi addetti al procedimento presso gli uffici comunali e di ekoclub.

I legali hanno ottenuto una prima vittoria sancita dal TAR di Salerno che, respingendo la richiesta della Provincia, così si era pronunciato: “Considerato che non appaiono sussistenti i presupposti per accordare la tutela cautelare tenuto conto: a) della difficoltà mostrata da “Irpiniambiente” a gestire il servizio di raccolta dei rifiuti differenziati nel Comune resistente (…); b) del prossimo rientro nella funzione dei Comuni (dal 1° luglio 2013) del detto servizio (…) che allo stato è già in gestione comunale, per cui, nella comparazione degli opposti interessi delle parti, appare recessivo quello della Provincia”.

Non contenta dell’esito né dei costi sostenuti (tanto c’è chi paga!), la Provincia ha fatto ricorso al Consiglio di Stato, motivando che, se dovesse essere riconosciuto il diritto a questo Comune, anche gli altri 119 potrebbero fare altrettanto.
Il Consiglio di Stato si è pronunciato il 30 aprile, respingendo l’appello della Provincia che, questa volta, in aiuto ha chiamato anche la società Irpiniambiente, in questi termini: “Visto che il servizio per cui è causa (raccolta, trasporto e smaltimento della differenziata con modalità porta a porta concernente la carta, il cartone e la plastica, nonché lo spazzamento delle aree pubbliche) è gestito dal Comune di Lioni mediante l’affidamento a soggetto privato, selezionato con specifica procedura ad evidenza pubblica; Visto che con la deliberazione giuntale per cui è causa il Comune, nell’approssimarsi della scadenza del rapporto in essere, ha indetto una nuova gara avente lo stesso specifico oggetto al fine di assicurare la continuità del servizio, atteso il suo rilevante rilievo pubblicistico; Ritenuto, pertanto, che nella comparazione dei contrapposti interessi appare prevalente quello del Comune a permanere nella gestione del servizio assicurandone la proficua continuità”.

Il giudice appellato ha, in concreto, riconosciuto piena legittimità al Comune che concorre con la società provinciale nel servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti; ha legittimato la proficuità e la continuità nel servizio; ha ritenuto un valore il contenimento dei costi.
Chiaro è, anche, che sia stato limitato lo strapotere riconosciuto da una legge emergenziale alle Province. Il legislatore voleva sottrarre al centralismo regionale questo servizio e restituirlo ai territori, mentre la Provincia ha ritenuto di dover diventare il nuovo imperatore dei rifiuti, sottraendo al Comune anche l’autonomia organizzativa, e trasformando in questo modo il Sindaco in semplice esattore di gabelle per conto del nuovo Barbarossa!
Poi, quando è venuto meno il centro politico dell’Amministrazione provinciale, non è stata più la Provincia a governare la società (per la quale forti dubbi esistono che possa essere definita “in house”) ma la società stessa si è arrogato il diritto di governo anche sulla provincia!

Chiaramente il 30 giugno non ci sarà una semplice proroga. Occorrerà una nuova legge che, riteniamo, debba mantenere gli ambiti ottimali ma debba anche articolarli eventualmente in sub ambiti, delegati ai Comuni semplici o associati che, riappropriandosi della loro autonomia gestionale, possano stabilire forme organizzative adeguate ai diversi territori e alla loro specificità e tradizione, governando in termini di diritto anche le società provinciali, a mezzo di una consulta dei sindaci e non con gli inutili carrozzoni di una volta oggi divenuti un unico transatlantico!”, conclude la nota.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here