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Il riferimento di Luxuria è alla presentazione de “Le favole non dette” organizzata dalla Rete per la Candelora in occasione del Transgender Day of Remembrance, il 20 novembre 2009. In quell’occasione la comunità del Rouge e la Rete venivano ospitate nella sala consiliare del comune di Lioni, proprio per volere di quel sindaco che oggi “sfratta” l’associazione Ribell-Arci e gli attivisti del Rouge dagli spazi di via Torricella.
“La chiusura del Rouge mi rattrista – continua Luxuria – spero ci siano ripensamenti. La passione per la politica, la militanza e il “me ne occupo” passa attraverso luoghi di iniziative e promozioni, altrimenti non lamentiamoci più se i ragazzi “se ne fregano” e non danno più fiducia né alle istituzioni né a chi chiede loro di impegnarsi e andare a votare”.
Anche la Rete per la Candelora lgbt, già intervenuta sulla questione nei giorni immediatamente successivi all’ingiunzione di sfratto, fa sentire la propria voce in sostegno del Rouge. “Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo con forza: in Irpinia, Rouge ha rappresentato in questi anni un piccolo angolo in cui l’eccellenza della produzione culturale dal basso potesse trovare asilo. Nel corso della sua ancora breve ma importante storia quello Spazio Pubblico Autogestito ha saputo unire e mescolare persone, esperienze, generazioni, generi e identità differenti, rappresentando –di fatto- un laboratorio di pensiero e azione democratica e plurale. Per questo nei prossimi giorni, oltre a partecipare al Pride Regionale organizzato a Napoli dalla Rete Campania Rainbow, saremo a Lioni per chiedere che il Rouge continui ad esistere. Non sarà certo un’ingiunzione di sfratto a fermare quell’esercito di corpi liberi che in questi anni ci ha accompagnato nella costruzione delle giornate della Candelora. Potranno anche tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera!”.