Lioni – I disabili dimenticati: l’amarezza di Vittorio Napolillo

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Lioni – Ritorna la satira di Vittorio Napolillo ma per la verità ritorna l’atto di accusa contro le istituzioni che facilmente dimenticano i diritti dei disabili. L’amarezza di Napolillo è resa ancora più forte dall’essere consapevole che sul caso dei disabili spesso la sinistra fa orecchie da mercante. Nel documento inviato agli organi di informazione, si legge:
“Sul fronte del recupero del potere di acquisto (sussistenza) le persone con disabilità grave sono state fortemente penalizzate. Infatti, in qualità di incapienti – chi non dichiara reddito -, coloro che non lavorano si sono visti esclusi dai provvedimenti fiscali, in quanto non soggetti ad imposta. In qualità invece di pensionati, nessun disabile ha beneficiato dei provvedimenti per la perequazione delle pensioni, che hanno escluso tutte le persone con disabilità di età inferiore ai sessantacinque anni. Le richieste avanzate in questi anni anche dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) sottolineavano la necessità di parificare la pensione di invalidità a quella sociale comprensiva di maggiorazione, cioè il milione di lire che il governo Berlusconi ha escluso per le persone sotto i sessant’anni. Ci auguriamo almeno che vengano immediatamente comprese le ragioni economiche di coloro che si trovano in condizione di inabilità totale con indennità di accompagnamento e che non lavorano, innalzando la pensione di invalidità ai 560 euro circa mensili previsti per gli altri pensionati ed equiparando le indennità di accompagnamento fra invalidi civili e ciechi. Si tratterebbe di un gesto di equità sociale. È giunta l’ora di mettere fine all’equivoca ed ingiustificata differenza che continua a permanere tra la “pensione sociale” e ciò che viene concesso agli invalidi civili in quanto entrambi traggono origine da fondi messi a disposizione per lo stato sociale. Dovrà il Parlamento sciogliere l’equivoco e, se non lo farà, dovremo noi trovare la via giusta per arrivare ad una equa soluzione per spianare la strada ad una vera giustizia sociale”.

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