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Il Comitato denuncia la completa assenza delle istituzioni nei confronti dei più deboli in particolare a Lioni, dove il Piano di Zona A2 Alta Irpinia ha sospeso i servizi assistenziali non garantendo più non solo l’assistenza agli utenti aventi diritto ma addirittura non interessandosi minimamente del loro stato di fatto. “Sembrano tutti scomparsi – dice il comitato – dall’assistente sociale al presidente nonché ai vari occupanti delle così dette “poltrone”. Dietro sollecitazione di alcuni operatori che hanno continuato fino adesso volontariamente a svolgere la loro opera, ma che purtroppo non hanno più possibilità economiche, una delegazione del Comitato si è recata presso coloro ai quali sono stati sospesi i servizi di assistenza violando quelli che sono i loro diritti inalienabili. Come è possibile che un servizio di assistenza iniziato il 5 novembre 2013, sospeso a dicembre 2013, riattivato il 26 gennaio 2014 venga del tutto sospeso il 7 marzo dello stesso anno?”
“E’ il caso di Contino Rosa di anni 66 operata nel 2011 di un tumore maligno alla gola – continua il comitato – attualmente con insufficienza respiratoria, cardiopatia, osteoporosi, incontinenza e costretta con un macchinario per l’ossigeno 24 ore al giorno che dovrebbe talaltro occuparsi del figlio disabile in carrozzella, Natale Antonio di anni 45, affetto da paralisi infantile spastica . Entrambi percepiscono una pensione minima. Il quadro che si è presentato agli occhi della delegazione del Comitato è quantomeno disastroso. Madre e figlio abbandonati a se stessi che versano in condizioni pietose in una casa piccolissima , in via Morra di Serra Lioni, dove il ragazzo è purtroppo invaso da piaghe da decubito e dove la figlia Contini Gerarda con marito e 2 figlie, una di 4 anni e l’altra di appena 5 mesi, dopo aver fatto l’impossibile per aiutare i suoi cari è ormai disperata non ce la può fare più da sola e non riesce neppure a pagare le spese mediche”.