Lioni – “Per i fatti connessi alla frana avvenuta nella stessa area nel dicembre 2003, a seguito di indagini della Procura, fu già disposto il sequestro di una parte dell’area con richiesta di rinvio a giudizio del responsabile evidenziando la necessità della messa in sicurezza previa imposizione di una serie di prescrizioni rimaste non attuate. I precedenti hanno quindi reso necessario l’attuale sequestro”. Recita così la parte conclusiva della disposizione a firma del Gip di Sant’Angelo dei Lombardi, Marcello Rotondi ha ordinato il sequestro della una cava situata in località Oppido-Balzata potenziale sito di stoccaggio individuato dal commissario straordinario per l’emergenza rifiuti Panza. E tira un sospiro di sollievo anche il primo cittadino di Lioni, Rodolfo Salzarulo che commenta così la notizia: “La Magistratura ha seguito il proprio corso e per questo siamo molto fiduciosi per l’evolversi dei fatti”. L’inchiesta, avviata nel 2003 dalla Procura della Repubblica in seguito alla frana causata dallo spostamento del metanodotto Snam da monte a valle del fiume Ofanto, ha dichiarato off-limits l’area interessata. “Era risaputo e con dati tecnici alla mano – continua il primo inquilino di Palazzo di Città – che la cava di località Oppido-Balzata non potesse essere adibita a sito di stoccaggio. Siamo sulla buona strada per poter chiudere definitivamente questa vicenda. Solo dopo aver posto la parola fine a questo capitolo chiederemo la messa in sicurezza dell’area prima che un ulteriore smottamento possa compromettere la pubblica incolumità ”.
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