Lioni – Con lo spettacolo teatrale in programma domani 8 gennaio a Lioni a partire dalle ore 22 presso la sala consiliare, termina il lungo programma invernale di rouge break ice, lo spazio pubblico autogestito che da oltre un anno e mezzo stimola la partecipazione attiva, condivide saperi e diffonde cultura. Molti gli eventi organizzati dall’altra faccia del comune durante le festività per movimentare le gelide serate irpine, tra spettacoli per bambini, giochi, tombole e concerti. A chiusura del palinsesto targato Rouge, invece, ecco giungere in alta irpinia Teatringestazione, un gruppo di intervento teatrale che si occupa di ricerca e formazione, pedagogia dell’attore e della creazione scenica, contaminazione artistica, produzione indipendente di spettacoli. TeatrInGestAzione porta in scena ” Happy Birthday Alfredo”, ovvero quello che non si può raccontare della vita di un uomo comune: non il racconto inteso come una cronologica successione di eventi, ma un tentativo di dar forma alla sua storia verticale, ovvero ciò che viviamo nella nostra intimità e che determina il nostro destino. Alfredo è il nome, quel che resta di un uomo che muore prima del tempo, assassinato dalla fatica di vivere.
-“Con Alfredo vogliamo provare a raccontare la ricchezza di chi ogni giorno torna a casa con le mani sporche di lavoro, l’amore, i sogni e i desideri più comuni per cui tutti i giorni si tira avanti”- scrivono i giovani indecorosi lionesi e continuano -“Alfredo è l’eroe del focolare, il paladino della quotidianità. Alfredo è il nome, tutto ciò che resta di un uomo che muore prima del tempo, assassinato dalla fatica di vivere. Alfredo muore sul lavoro, lasciando a tutti noi una domanda: “credi che si muoia così, senza saperlo? -“Abbiamo pensato di utilizzare lo spettacolo per sensibilizzare, per cercare di non far dimenticare, come spesso avviene in Italia e in Irpinia, di parlare di un argomento che poi slitta in secondo piano. E siccome il tema delle morti bianche è una realtà che non scema mai, anzi, è in continuo aumento, vogliamo dedicare questo spettacolo ad Ettore Riccio, l’operaio morto nell’area PIP di Camporeale d’Ariano e nello stesso tempo, fare le nostre condoglianze a tutta la famiglia”. Questa è la beffa e il tradimento. Prima ti tolgono ogni forza e poi si sdegnano se sarai meno di un uomo. Se vuoi vivere smetti di vivere. Vivere è faticoso, perché questo mondo ti chiede di più. Non ti lascia vivere così come sei, ma ti impone qualcosa di diverso, più di quello che sei, perché ti mette costantemente a confronto: non in uno scambio arricchente, ma in una richiesta di omologazione. Ecco, questo è uno dei momenti più belli dello spettacolo: un passaggio in cui la figura del padrone – una figura simbolica, espressa in senso lato, non abbiamo additato nessuno – chiede ad Alfredo, con tono incalzante, “Di più, di più, di più!” esortandolo incessantemente a lavorare finché Alfredo scoppia. E’ così che i ragazzi di Rouge decidono di chiudere gli eventi invernali per riaprire da subito una nuova stagione di lotte e conflitti, aprendo di fatto il percorso verso lo sciopero generale del 28 gennaio che li vedrà coinvolti ancora una volta. E concludono:-” Invece di rificcarci nel triste labirinto di quale fazione votare o se astenerci, andremmo a chiedere ai partiti di pronunciarsi su un nostro programma e di fornire sostegni effettivi. E lo stesso in materia di diritti collettivi domanderemmo al sindacato e ad altre strutture associative ed enti territoriali.È ora di passare dall’analisi schifata dei giochi di palazzo a qualche modesta proposta di intervento in prima persona, consapevoli della forza acquisita, per un congiunto di circostanze favorevoli, da un movimento di opposizione polifonico e rizomatico, la cui potenza è tuttora inesplorata. La moltitudine, se non ha più paura, fa paura. Quello è il momento in cui comincia a produrre istituzioni, organizzazione, indicazione ricostruttiva. L’autoriforma dal basso della conoscenza e del welfare sono i primi terreni di confronto.
