L’impegno del Procuratore Nazionale Antimafia Melillo: riapriremo il caso Campanello

0
816

“Vorrei che venisse considerata come assunzione di un impegno, il comandante Zaccariello, il direttore che però io chiamo sempre comandante, ha ricordato gli uomini caduti nell’adempimento del dovere, per ciascuno di questi omicidi sono stati individuati e condannati gli autori, salvo in un caso: quello di Pasquale Campanello, ucciso nel 1993. Bene, da questo punto di vista, come Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrosismo assumo un impegno, quello di fare tutto il possibile e lo dico ai familiari di questo valoroso servitore dello Stato: quello di ricominciare le indagini e orientarle verso l’individuazione dei responsabili, perché anche a distanza di tempo questo e’ un nostro dovere e la legge lo contempla, dichiarando l’imprescrivibilita’ di delitti come questo”. L’impegno del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Giovanni Melillo, in occasione della cerimonia per i 25 anni del Gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria che si tiene a Roma, presso la Scuola di formazione dell’amministrazione penitenziaria. Il vicebrigadiere Campanello Pasquale morì a 32 anni, ucciso l’8 febbraio 1993 con 15 colpi di pistola in un vero e proprio agguato sotto la sua abitazione a Mercogliano. Lavorava come agente della polizia penitenziaria presso il carcere di Poggioreale, impegnato nel reparto di massima sicurezza, dove erano rinchiusi i principali boss della Camorra.

Melillo ha anche evidenziato come il Gom da tempo svolge un ruolo fondamentale per la capacità di analisi dei fenomeni criminali e della sua evoluzione. Una capacità ha spiegato Melillo, che richiede continui investimenti e sempre maggiore esigenza di rafforzamento, perché i fenomeni criminali hanno una complessità sempre maggiore. E intervenuta anche la vedova di Pasquale Campanello, Antonietta Oliva: fare memoria significa anche condividere quel dolore devastante che si vive quando brutalmente ti viene strappato quello che hai di più caro, affinché si possano scuotere le coscienze, invitando tutti a fare la propria parte. La memoria di Pasquale rivive nell’impegno di quanti ogni giorno indossano quella divisa e che non rendono vano quel sacrificio.