“L’immaginario collettivo degli irpini”: l’ultima fatica di Russo

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L’immaginario collettivo degli irpini”. E’questo il titolo dell’ultimo libro di Aniello Russo, dialettologo e antropologo di Bagnoli Irpino. Con questa fatica letteraria l’autore intende offrire ai lettori un vasto campionario dell’immaginario collettivo della civiltà agricola-pastorale. Un documento rappresentativo delle varie aree del territorio che è da identificarsi esclusivamente con l’Irpinia. La ricerca ha indotto il professore Russo a percorrere in lungo e in largo tutta la provincia di Avellino. L’analisi dei dati raccolti rivela che il capoluogo è un’area molto ricca di credenze popolari, di tabù ancestrali, di culture mediche tradizionali. La medicina popolare irpina ha ricevuto non poco dalle forme arcaiche di terapie e di pratiche rituali. Trentatrè capitoli per narrare le credenze popolari: creature fantastiche (lupo mannaro, janàra, scazzamauriello), divinazione, mondo dei sogni, notti cariche di magia (Epifania, Ascensione, San Giovanni Battista), pratiche magico-rituali, (magia nera, magia tempestaria), medicina popolare, calendario popolare irpino, e molto altro ancora viene narrato ne “L’immaginario collettivo degli irpini”. L’insieme degli usi e delle credenze proviene dall’analisi diretta sul campo. Un centinaio gli informatori che hanno mantenuto vivi i modelli culturali d’origine; essi sono d’estrazione contadina o montanara, pochi gli artigiani. La maggioranza delle donne intervistate (dotate di più viva memoria storica) è costituita da casalinghe. Pur essendo queste pratiche comuni ad altre regioni, tuttavia in esse è possibile scoprire le sicure tracce della nostra specifica civiltà…

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