“Liberazione contro conservazione, questa la scelta a cui è chiamata Avellino”. Gianluca Festa è per la Libertà

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Renato Spiniello – “W la Libertà”: il volto dietro cui si celavano i numerosi 6×3 da mesi affissi in città lo conoscevano tutti, ma soltanto oggi Gianluca Festa, dopo un lungo silenzio che ai più ha ricordato quello della trascorsa tornata elettorale, ha lanciato ufficialmente la campagna elettorale in vista del voto in città.

Un silenzio motivato dal leader di “Davvero” con l’esigenza di dover prima ascoltare il territorio, di stare tra la gente sempre e non solo durante il periodo elettorale. “Per questo – racconta Festa alla gremitissima platea del cineteatro “Partenio” – abbiamo deciso di non organizzare i soliti incontri, ma di essere presenti sul territorio per raccogliere le istanze e le esigenze di cittadini e commercianti”.

Ugo Maggio e Gianluca Festa

In platea, oltre agli amici storici con cui l’ex Vicesindaco ha condiviso da dieci anni a questa parte l’esperienza di “Davvero”, anche il Consigliere Regionale dei Verdi Francesco Borrelli ed esponenti delle associazioni vicine rispettivamente a Livio Petitto e a Stefano Luongo “Ora Avellino” e “Vera”, movimenti definiti dallo stesso Festa come “gli interlocutori privilegiati per storia e competenza in quest’avventura”.

Ma le parole del sorridente oratore non sono rivolte solo agli amici, le stilettate nei confronti della segreteria provinciale del Pd, partito di cui lo stesso Festa è esponente, e di Luca Cipriano non mancano. “Al tavolo convocato ieri a Via Tagliamento c’era il fronte della conservazione, non rappresenta nulla di quello che noi siamo. Noi – prosegue – non abbiamo nulla a che fare con chi è coinvolto nello scandalo Aias, con chi ha spolpato l’Alto Calore, con chi ha preso consulenze esose dagli Enti Pubblici e con chi ha svenduto la storia del Pd per essere servitore del padrone di turno: con queste persone non vogliamo avere nulla a che fare”.

Più che un incontro, quello andato in scena ieri sera alla sede provinciale del Partito Democratico, per l’ex capogruppo consiliare “è una somma algebrica di voti che in sé non ha nulla di politico o amministrativo, ma solo la volontà di difendere il potere clientelare”. Chiede ancora una volta a gran voce le Primarie, il promotore di “Davvero”, così come avevano già fatto Livio Petitto e l’onorevole Umberto Del Basso De Caro: “Avremmo finalmente avuto un candidato sindaco autonomo e non un burattino in mano a correnti e partiti”.

Poi un passaggio sui primi punti programmatici da presentare alla città, rispondendo anche a chi lo accusava di non avere un programma: gestione manageriale della macchina amministrativa, ambiente (no al blocco del traffico), stop alle grandi opere e il superamento del pre-dissesto già entro il primo mandato, pur garantendo un miglioramento alla qualità di vita degli avellinesi.

“La sfida – conclude Festa – è tra noi, il fronte della liberazione, e quello della conservazione, ovvero un coacervo di interessi e contraddizioni messi insieme solo per il mantenimento dello status quo. La sfida è tra noi e loro, ma mai noi con loro”.

Prima di lui, il Presidente del Consiglio Comunale uscente Ugo Maggio ha ribadito: “Questo gruppo ha tutte le caratteristiche e le forze per gestire e amministrare la città. L’anno scorso ci fu chiesto di fare un passo indietro e l’epilogo di quella scelta fu la sconfitta del candidato sindaco, non di “Davvero”. Sconfitta probabilmente attribuibile a chi oggi vuole infiltrarsi nel Pd (Luca Cipriano, ndr), dove noi abbiamo lottato e ci hanno sempre messo all’angolo. Spero che il Governatore Vincenzo De Luca questa volta resti in disparte come ha annunciato”.