Da “Il Biancoverde” n. 9 del 18/10/2013
“Ho visto giocare dal vivo l’Avellino due volte, con Ternana ed Empoli. Devo dire che mi è sembrata una squadra importante, a livello di collettivo e mentalità. È un gruppo ben organizzato e che gioca anche con l’entusiasmo della neopromossa – così l’ex allenatore dei lupi Giovanni Bucaro -. Il tecnico palermitano, subentrato a Salvatore Vullo alla guida dell’Avellino il 24 agosto 2011, a pochi giorni dall’inizio del campionato di Lega Pro Prima Divisione, spende parole di elogio per l’allenatore Rastelli: “Massimo, lo scorso anno, ha vinto un campionato importante; nel torneo cadetto è partito con il piede giusto. Sta facendo molto bene e, gli auguro, di cuore di poter raggiungere alla guida di questa squadra, risultati importanti”. Avellino allestita per una serena salvezza ma che da, tuttavia, filo da torcere alle avversarie: “Giocatori come Castaldo, che già lo scorso anno ha fatto la differenza, sono fondamentali. La sua evidente bravura la si denota anche quando da una mano in fase difensiva. È un calciatore straordinario. Lo stesso Davide Zappacosta – prosegue Bucaro – è cresciuto, nel giro di due anni, in maniera esponenziale. Ho avuto modo di seguirlo anche nella nazionale Under 21 e credo sia uno degli esterni difensori piu forti del panorma calcistico italiano. L’Avellino è un’insidia per questo campionato, particolarmente anomalo. Le squadre accreditate per la maggiore, non stanno facendo cose eclatanti. Il lupo è una mina vagante come il Lanciano. Se trova continuità nei risultati e gioca con la giusta dose di entusiasmo, può arrivare davvero ad occupare posizioni importanti in classifica. Si sente un gran parlare di Palermo, squadra scandalosa ripresasi solo con l’avvento di Iachini in panchina e di Empoli, in crisi da un paio di partite. E’ un campionato imprevedibile è vero – sottolinea l’ex tecnico biancoverde reduce da un master di allenatori professionisti Prima Categoria – Uefa Pro a Coverciano – ma sono certo che l’Avellino se la giocherà a viso aperto contro tutte le contendenti e farà la sua parte”. Sul ricordo più bello che conserva in Irpinia conclude: “Non dimenticherò mai il derby con il Benevento, quando pareggiammo al 90° con Zigoni e sfiorammo il raddoppio al 92° con D’Angelo. Finì 1 a 1 e ci fu il richiamo del superlativo pubblico avellinese”.
