Lessico Democratico: Carlo Carboni punta sul confronto generazionale

0
262

Si è tenuto questo pomeriggio il quarto e penultimo appuntamento del Lessico Democratico, che ha visto come protagonista la lectio tenuta dal Prof. Carlo Carboni, ordinario di Sociologia economica, nonché, noto editorialista del Sole24ore. Molto partecipato l’appuntamento, che vedrà la conclusione ad Avellino con l’intervento di Aldo Bonomi. Ad introdurre i lavori, Emiliana Mannese promotrice dell’iniziativa, la quale si è detta molto soddisfatta dell’attenzione e dei risultati fin ora raggiunti dagli appuntamenti del lessico democratico. E’ poi toccato al sindaco di Frigento, Luigi Famiglietti, il quale ha denunciato “… come ci si ritrovi, oggi, dinnanzi ad una società bloccata, la quale difficilmente da spazio alla nuove classi dirigenti, le quali risultano essere quelle maggiormente competenti e sulle quali dovrebbe pesare il peso del cambiamento strutturale del sistema”. Nella sua relazione, invece, il Prof. Carboni, ha sottolineato come in Italia si sia dinanzi ad una crisi della democrazia reale, la quale, storicamente, si è sempre difficilmente imposta. Carbone si è poi soffermato sulla crisi, presa come esempio su come sia necessario spingere per un ricambio delle classi dirigenti. “E’ difficilmente credibile – ha detto – che gli stessi che si sono riuniti a Davos, ovvero coloro che hanno provocato la crisi siano gli stessi ai quali affidiamo la sua risoluzione”. Per quanto riguarda il Pd: “Esso per essere e consolidarsi quale grande forza riformista – ha proseguito – deve puntare su due elementi, democrazia e rinnovamento. Per quanto concerne le classi dirigenti, stando alle analisi comparate dal ’98 al ’04, si nota come gli under 40 nel ’98 rappresentavano solo il 5,3%, quota che scende nel 2004 al di sotto del 4%. Per quanto riguarda invece gli under trenta, questi sono al di sotto dell’1%. Dunque come si rinnova? Aumentando – ha spiegato – il conflitto generazionale, inteso come momento di confronto scontro tra generazioni, ma soprattutto, puntando sulla generosità dei ‘senatori’, i quali dovrebbero farsi carico di scegliere qualitativamente i propri collaboratori, al fine di educarli e farli crescere verso le responsabilità di governo e di gestione dei processi politici”. Le conclusioni sono state affidate al neo candidato alla carica di presidente della Provincia, Gino Nicolais, il quale ha ribadito come in Italia si registra una crisi di credibilità delle classi dirigenti che si protrae da anni e non riesce a trovare uno sbocco. “Abbiamo inevitabilmente bisogno di rovesciare questo clima di sfiducia – ha avvertito – ma senza operare una rimozione degli ostacoli concreti e ricorrendo ad uno sterile ottimismo di facciata, come quello propugnato da Berlusconi, che finisce solo per aggravare nel medio termine la condizione generale del Paese”. Secondo gli indicatori statistici, riportati nel corso dell’incontro, la popolazione muove le seguente critiche alle elites del paese: sono carenti di visioni strategica (per il 42,7% degli intervistati); di capacità decisionale (44,7%); innovazione e creatività (46,3%); di senso della moralità e della legalità (58%); di responsabilità pubblica e sociale (50,9%). “La soluzione ad una crisi di sistema – ha ripreso Nicolais – non risiede nella banale invocazione di un rinnovamento generazionale. L’esigenza di svecchiamento del Paese è sicuramente un tema, ma esso va accompagnato dall’assunzione di due paradigmi: innovazione emerito. Senza di essi la cooptazione aggraverà la crisi e condannerà il paese al declino per ulteriori generazioni. La crisi non investe solo la politica – ha concluso – ma un’operazione di rottura della Politica può fungere da driver per tutti i settori trainanti della società”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here