L’espresso – In edicola: “Quanti politici finiti nella spazzatura”

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Il settimanale diretto da Daniela Hamaui che sarà in edicola domani, in un articolo firmato da Peter Gomez evidenzia il dossier sulle responsabilità di un’intera classe politica in particolare per le assunzioni presso il Commissariato.

Gli appalti. La scelta delle aree per le discariche. Le aziende di smaltimento. Persino le assunzioni al Commissariato. Nella regione il business dei rifiuti scatena gli interessi di tutte le forze politiche. Da una parte i nomi e cognomi dei dipendenti, dall’altra quelli dei loro sponsor politici. Ecco, se si vuole capire che cosa è davvero accaduto in Campania dove, dall’11 febbraio del 1994, esiste un Commissariato per l’emergenza rifiuti che ha speso quasi 2 miliardi di euro senza riuscire a centrare nessuno degli obiettivi imposti, si può benissimo partire da qui. Da questo lungo elenco di nomi preparato in via ufficiosa nel 2004 dalla direzione del personale nelle settimane in cui, dopo le dimissioni di Antonio Bassolino, il Commissariato veniva scorporato in tre diverse sezioni: rifiuti, acque e bonifica.

Leggendo la lista, di cui ‘L’espresso’ è riuscito a ottenere una copia, diventano, riga dopo riga, chiare le responsabilità di un’intera classe politica: non solo dei bassoliniani del Partito democratico che governano la regione, ma anche dell’opposizione di centrodestra che all’ombra del Vesuvio ha partecipato e partecipa con passione all’immondo banchetto della spazzatura”.

Tra i nomi spiccano deputati (anche qualche irpino) dei Ds, Margherita, dell’Udeur. A dire del L’espresso… “ci davano dentro pure Forza Italia e Alleanza Nazionale”.

I politici, prima ancora che la camorra, ci guadagnano non solo in termini di consenso elettorale, imponendo assunzioni nei 18 diversi consorzi di raccolta, tutti rigorosamente lottizzati, ma anche indicando le aree di imprenditori amici dove potrebbero essere aperte discariche e centri di stoccaggio, gestendo pompe di benzina convenzionate con le aziende dei rifiuti, improvvisandosi trasportatori e soprattutto creando decine e decine di aziende a capitale misto pubblico-privato dove piazzare amici, compagni di partito e parenti”.

L’anticipazione fornita dal settimanale va chiaramente letta e approfondita. Non resta che correre in edicola.

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