Legambiente – La raccolta differenziata per uscire dall’emergenza

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”Dopo 13 anni di emergenza – commenta Michele Di Maio Responsabile Regionale rifiuti di Legambiente Campania – è impossibile continuare con la logica delle discariche: bisogna quanto prima approvare la costruzione di impianti di compostaggio, almeno 10 con la capienza di 600.000 tonnellate annue. In modo tale da poter avviare, nei 551 Comuni campani, la raccolta differenziata secco umido con il sistema “porta a porta” ossia con l’eliminazione dei cassonetti stradali. Nei mesi caldi la frazione umida rappresenta il problema principale del rischio igienico – sanitario oltre a quello dei cattivi odori. Altro grave problema è che nelle grandi città dove è concentrata la maggior parte della popolazione campana e di conseguenza la maggior parte della produzione dei rifiuti la raccolta differenziata è inesistente. Nella seconda edizione di “Comuni Ricicloni” abbiamo dimostrato che quando e dove c’è la volontà politica di avviare il sistema di raccolta differenziata secco umido si raggiungono percentuali altissime: Atena Lucana (SA) è il comune vincitore della scorsa edizione con il 96,1% di raccolta differenziata e a Baiano il 67,7% con la percentuale più alta di raccolta differenziata. Finalmente dopo 14 anni dalla legge regionale n.10 del 1993, nonostante le varie luci ed ombre, è stata approvata la nuova legge regionale n.4/07 in materia di rifiuti. Alcuni emendamenti fatti da Legambiente Campania sono stati accolti: quelli in materia di riduzione della produzione di rifiuti e sul concetto di riuso. Le ombre, secondo noi, sono rappresentate dall’assenza di un piano regionale in questa materia, dalla non chiara applicazione della tariffa e dal riferimento al sistema di incenerimento mentre nessuna menzione è fatta per la raccolta differenziata secco-umido porta a porta nei comuni. Auspichiamo che il Commissario Bertolaso e la politica decidano finalmente di costruire gli impianti di compostaggio o di trattamento della frazione umida, in modo tale da poter attivare in tutta la regione questo sistema. Questa è l’unica soluzione che ci permetterà di uscire rapidamente dall’emergenza e di poter riciclare la maggior parte delle varie frazioni differenziabili”.

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