Legalità, Procuratore Grasso: “L’Irpinia laboratorio della camorra”

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Avellino – “Legalità e sviluppo in Irpinia”, un tema delicato e oggi più che mai di grande attualità. Una prerogativa, quella della costituzionalità, che ha visto unanimi esponenti del mondo politico, civile e sociale al grido: “Salviamo l’Irpinia dall’inquinamento criminoso”. Al tavolo dei partecipanti Franco Vittoria, presidente della Comunità Montana Vallo Lauro Baianese, il sindaco di Avellino, Giuseppe Galasso, il presidente della Provincia, Alberta De Simone, Antonio Laudati, Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia, Andrea R. Castaldo, Ordinario di Diritto Penale presso l’Università di Salerno, Pietro Grasso Procuratore Nazionale Antimafia e Nicola Mancino Vice Presidente del Consiglio Superiore Magistratura. “Ragionare: è questa l’azione da intraprendere affinchè si possano costruire le caratteristiche necessarie per debellare la criminalità in Irpinia e soprattutto nel Vallo di Lauro”. Così Franco Vittoria ha tenuto a battesimo l’apertura dei lavori delineando le linee generali di una inversione di tendenza “…per fare sistema e riorganizzare la società in base al principio della legalità”. E’ stato poi il primo cittadino di Avellino a tracciare un quadro della situazione sugli ultimi eventi malavitosi in provincia e non solo: “La pressante e pregevole azione delle Forze dell’Ordine non basta a proteggere la nostra città dall’influenza negativa della camorra. Attentati, omicidi, violenza: Avellino ha subito negli ultimi tempi duri attacchi che hanno maggiormente sensibilizzato la popolazione alla legalità. Una mano, in tal senso, ci è data anche dal sistema di video-sorveglianza e dall’alto senso di responsabilità dei cittadini e dell’amministrazione. Abbiamo inaugurato molti cantieri in città e questo seguendo legalmente tutti gli iter”. Ed ancora. Giovani, droga e criminalità: una combinazione che in Irpinia registra sempre più vittime e che colloca la nostra provincia in una posizione di evidente disagio che la presidente di Palazzo Caracciolo ha così spiegato: “…la nostra realtà vive nel riflesso negativo di città quali Napoli e Caserta. Si è violata l’immunità della nostra provincia soprattutto dopo il terremoto del 1980 che ha visto l’insediamento di piccoli nuclei camorristici sul nostro territorio, oggi sanguinari clan. Ma una piega ancora più allarmante è quella della droga. Soprattutto in Alta Irpinia i nostri giovani muoiono per overdose, vendono veleno ai loro coetanei. La mancanza di lavoro ha provocato danni al nostro sistema sociale, ulteriormente danneggiato dall’inquinamento degli enti locali. Anche gli apparati istituzionali hanno bisogno di una depurazione dalla malavita”. “Gli ultimi sei mesi in Irpinia figurano tra le pagine più nere della storia di questa realtà. Pietro Grasso, Procuratore Nazionale Antimafia ha analizzato l’escalation di violenza in provincia partendo da dati allarmanti: “Omicidi, usura, prostituzione, supremazia della camorra. Di contro sequestri, arresti, duri colpi inferti alla malavita organizzata che attestano la presenza costante delle Forze dell’Ordine su tutto il territorio. Ma ciò non basta a debellare il gene della criminalità. L’Irpinia è diventata il laboratorio sperimentale della camorra e purtroppo, oltre all’azione dei corpi militari, l’intervento delle istituzioni sembra essere vano”.

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