La Lega Pro prolunga lo stop: calciatori a casa fino al 3 aprile

La Lega Pro prolunga lo stop: calciatori a casa fino al 3 aprile

17 Marzo 2020

di Claudio De Vito. Nemmeno il 21 marzo si tornerà in campo. Lo hanno deciso di comune accordo Lega Pro e Associazione Italiana Calciatori – sulla base della raccomandazione di giornata della Federazione Medico Sportiva Italiana – che hanno prorogato il termine della ripresa degli allenamenti al 3 aprile. Di conseguenza, come preventivabile alla luce dell’emergenza Coronavirus in crescendo, lo stop del torneo sarà ancora più lungo. I calciatori del girone C si ritroveranno a fare i conti con una pausa forza di un mese. Ancora più lunga invece quella relativa ai gironi A e B fermi al palo già un paio di settimane prima dell’8 marzo, data dell’ultimo turno nel raggruppamento meridionale.

Se l’attività dei vari club dovesse effettivamente riprendere il 4 aprile, la riapertura dei giochi nei vari gironi è ipotizzabile nel weekend successivo a quello di Pasqua, vale a dire domenica 19 aprile, oppure direttamente sabato 25 – come da calendario già varato – per consentire agli atleti di ripresentarsi in campo in uno stato di forma accettabile. In caso di ripresa il 25 aprile, l’Avellino sfiderebbe il Monopoli per l’ultima giornata della stagione regolare. Ghirelli infatti non ha mai fatto mistero di voler recuperare le gare saltate e non di far slittare il programma delle giornate (ripartendo cioè dalla 31^). Per recuperare i restanti sette turni, il girone C avrebbe a disposizione dieci caselle temporali fra weekend e collocazioni infrasettimanali entro il 31 maggio.

L’ipotetico cammino dell’Avellino in caso di ripresa degli allenamenti il 4 aprile:

25/4 Avellino-Monopoli
3/5 Reggina-Avellino
6/5 Avellino-Catanzaro (mercoledì)
10/5 Potenza-Avellino
17/5 Avellino-Casertana
20/5 Rieti-Avellino (mercoledì)
24/5 Avellino-Viterbese
31/5 Sicula Leonzio-Avellino

Il comunicato della Lega Pro: “Questa mattina si è tenuta in call conference la prima riunione del tavolo permanente sull’emergenza Covid-19 tra Lega Pro e AIC, alla quale hanno partecipato i rispettivi presidenti Francesco Ghirelli e Damiano Tommasi, il vicepresidente AIC Umberto Calcagno, il segretario generale della Lega Pro Emanuele Paolucci ed il direttore generale di AIC Giannantonio Grazioli.

La riunione si è aperta con il comune impegno teso a portare a termine il campionato di Serie C auspicando che le condizioni sanitarie lo consentano, pur nella consapevolezza di trovarsi di fronte ad uno scenario da monitorare con attenzione giorno dopo giorno in attesa delle indicazioni e dei provvedimenti delle autorità.

Il tavolo si è già attivato per valutare e quantificare l’entità dei danni subiti e di quelli che nel prossimo futuro i club si troveranno ad affrontare. Non appena verrà pubblicato il testo del decreto “Cura Italia”, il tavolo approfondirà e si confronterà sugli strumenti da porre in campo per fronteggiare questa situazione emergenziale. Lega Pro ed AIC hanno condiviso un percorso per affrontare insieme i sacrifici che la crisi richiederà.

Preso infine atto delle disposizioni e raccomandazioni delle autorità e della Federazione Medico Sportiva Italiana, che individuano nei giorni a venire il periodo del possibile picco massimo dei contagi da Coronavirus Covid-19, Lega Pro ed Assocalciatori hanno ritenuto doveroso e prudente per la tutela della salute di tutti gli addetti ai lavori dei club, posticipare alla data del 3 aprile il termine fino al quale dovrà essere osservata la sosta delle attività, rimanendo invariate le prescrizioni che i tesserati dovranno osservare ed in particolare:

a) evitare gli spostamenti in entrata e in uscita dal luogo di dimora o domicilio nel comune dove ha sede l’attività lavorativa ovvero dal differente luogo dove gli stessi effettivamente abitano, salvo le ipotesi legate a situazioni di necessità o motivi di salute.

b) rimanere nella propria abitazione, in caso di febbre superiore a 37,5 gradi, limitando al massimo i contatti sociali, nonché di contattare il proprio medico curante.

c) non uscire dalla propria abitazione per chi è sottoposto alla quarantena o è risultato positivo al virus”.