Le “Rose della speranza” delle detenute di Bellizzi illuminano la “cena in bianco” di Montoro

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MONTORO (AV) – Trasformare il tempo della detenzione in un’occasione di riscatto sociale e sostegno all’infanzia. È questo il cuore pulsante del nuovo progetto promosso dall’Associazione Con_T@tti, presieduta da Anna Maddaloni, che vede protagoniste le detenute della sezione femminile della Casa Circondariale di Avellino (carcere di Bellizzi). Un’iniziativa straordinaria resa possibile grazie alla profonda sensibilità della Direttrice Dr.ssa Maria Rosaria Casaburo, del Vice Direttore Dr.ssa Samuela Scardino e del Comandante di reparto Dirigente di POL.PEN. Dr.ssa Tiziana Perillo. La manifestazione gode come ogni anno del patrocinio del comune di Montoro e della Provincia di Avellino.
Per tutto il mese di luglio, le donne saranno impegnate quotidianamente in un laboratorio di artigianato artistico per dare vita alle “Rose della Speranza”: splendidi fiori giganti in carta crespa bianca. I manufatti saranno i protagonisti assoluti della prossima “Cena in Bianco di Montoro 2026”, la celebre Unconventional Dinner all’insegna di etica ed estetica, in programma il prossimo 8 agosto 2026 in Piazza Guidi Rossi a Torchiati di Montoro (AV).

La scelta della rosa risponde a una precisa volontà pedagogica. La rosa è storicamente il simbolo della bellezza che nasce tra le spine e rappresenta perfettamente il percorso di resilienza di queste donne. Progettare una rosa significa imparare che anche da un contesto rigido e difficile può fiorire qualcosa di straordinario. La dimensione “gigante” dei fiori risponde invece a un bisogno di visibilità: portare l’impegno delle detenute, spesso invisibile dietro le mura, al centro della scena sociale.
La filosofia dell’associazione si fonda sul motto “Sogna, osa, credi e realizza”, simboleggiato da un acchiappasogni. Tra le mura del carcere, questo concetto diventa concreto: l’immaginazione supera le barriere (sogna), si trova il coraggio di mettersi in gioco (osa), si ritrova la fiducia in se stessi (credi) e si crea un oggetto di valore per la collettività (realizza).

In questa edizione 2026, il bianco – colore simbolo dell’evento di Montoro che richiama oltre 1.000 partecipanti e un’altissima visibilità mediatica e social – si carica di tre significati profondi: per le detenute, rappresenta un foglio bianco su cui riscrivere la propria storia, lasciando sbiadire il passato; per la comunità, annulla le distinzioni e le etichette, celebrando solo il talento e il “tatto” di chi ha creato l’opera; per il fine sociale, richiama la purezza dell’infanzia, creando un legame con i bambini più fragili.
Durante la serata dell’8 agosto, le Rose della Speranza diventeranno elementi scenografici centrali della piazza e verranno offerte alla comunità. L’intera raccolta fondi deriverà esclusivamente dalle libere donazioni devolute in cambio di queste opere artigianali, e il ricavato netto sarà interamente destinato al sostegno delle cure e del benessere dei bambini nelle strutture pediatriche del territorio.
L’iniziativa punta a chiudere il cerchio del riscatto con un ultimo, toccante passaggio: l’Associazione Con_T@tti avvierà le richieste per ottenere le autorizzazioni necessarie affinché una delegazione di due detenute possa partecipare di persona, subito dopo l’evento, alla consegna delle strumentazioni e dei beni acquistati per i piccoli pazienti.

«La Cena in Bianco non è una sfilata comoda, ma un invito a disobbedire all’apatia e alla pigrizia dei nostri tempi», dichiara Anna Maddaloni, Presidente dell’Associazione Con_T@tti. «Sappiamo che preparare tutto da casa, caricare in macchina con l’occorrente richiede uno sforzo, ma la bellezza vera va sudata, va scelta. Quest’anno chiediamo alla comunità di vincere la tentazione del divano proprio per rispetto a chi, dietro le sbarre, sta faticando ogni giorno per costruire speranza. Se le detenute di Bellizzi hanno trovato la forza di far fiorire la carta crespa tra le spine della detenzione, noi fuori abbiamo il dovere di alzarci, scendere in piazza e fare la nostra parte. Il vostro sforzo e le vostre offerte per le rose saranno il passaporto per una notte magica e l’aiuto concreto di cui i bambini delle nostre pediatrie hanno bisogno. Noi vi diamo la piazza, voi metteteci il cuore».