L’avversario – Il nuovo Spezia parla croato per puntare in alto

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Calcio – Lo Spezia ci riprova: obiettivo minimo play-off ma i presupposti per arrivare fino in fondo questa volta sembrano esserci davvero tutti. L’organico ha subito dei mutamenti in tutti i reparti, ma la qualità non è stata intaccata. Eppure i compiti assegnati per le vacanze non si profilavano facili da svolgere, dopo il radicale cambio di rotta in seno all’area tecnica: fuori il duo Mangia-Romairone (allenatore e diesse), dentro Bjelica e Angelozzi, quest’ultimo reduce dall’ascensore di emozioni di Bari. La scelta è ricaduta su un tecnico della sfera d’influenza balcanica di patron Gabriele Volpi, divenuto circa due anni fa azionista di maggioranza del feudo Rijeka, club di Fiume militante nella massima serie croata. Aspetto, questo, che ha influenzato in maniera incrementale le scelte di mercato.

La squadra. Ben sette elementi della rosa riflettono l’attrazione della società spezzina verso l’area dei Balcani: a Culina e Datkovic, già in squadra lo scorso anno, si sono aggiunti i vari Milos (dal Siena che lo aveva acquistato dal Rijeka), Bakic (dalla Fiorentina), Brezovec (dal Rijeka), Canadjija (dal Rijeka) e Situm (dalla Lokomotiv Zagabria). Procedendo con ordine, però, si possono analizzare le novità reparto per reparto.
In porta via Leali e spazio all’argentino del River Plate Leandro Chichizola, con Nocchi a fargli la riserva.
In difesa addio alla vecchia coppia di centrali Magnusson-Lisuzzo per fare spazio al ritorno di Luca Ceccarelli dopo la breve esperienza al Siena, alla promozione di Datkovic e ai neo acquisti Nahuel Valetini, giunto dal Livorno e anche lui argentino, e Felice Piccolo, tornato in patria nelle ultime battute del calciomercato dopo la lunga esperienza all’estero tra le fila del Cluj. Sulle fasce Migliore è una conferma a sinistra, mentre De Col, nella passata stagione alla Virtus Lanciano, ha scalzato Madonna a destra, dove scalpita anche l’ex Siena Milos.
Nella zona nevralgica del campo, con l’addio di Jorquera, l’unico superstite è Sammarco. Gli innesti di Brezovec, Juande, Canadjija, Bakic e Gagliardini hanno impreziosito un reparto che invece sugli esterni può contare sulle garanzie Culina e Schiattarella, mentre Situm e Cisotti (quest’ultimo nasce attaccante) rappresentano le novità.
L’attacco è rimasto privo di Bellomo e Ferrari, ma Ebagua, Catellani e Giannetti hanno ricevuto come compagno d’attacco Ardemagni dall’Atalanta per una prima linea di livello.

Il modulo. Almeno in partenza, Nenad Bjelica non ha potuto applicare il suo credo tattico, il 4-2-3-1 predicato nelle sue precedenti esperienze. Il tecnico ex Austria Vienna si è affidato in queste prime uscite ad un pratico 4-4-2 con Culina e Cisotti esterni di centrocampo con licenza di offendere. La variante è il 4-3-3, adottato in corsa nell’ultimo match con il Frosinone.

La curiosità. Le aquile non hanno mai avuto la meglio di Massimo Rastelli. Il tecnico dei lupi infatti nell’annata 2011/2012 alla guida del Portogruaro ha vinto 2-0 in trasferta e pareggiato 1-1 in casa. Durante la passata stagione, invece, ha impattato a reti bianche al “Picco” e vinto sempre 2-0 al ritorno in Irpinia.

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