Avellino – “La vicenda di Palazzo Caracciolo, dopo quattro anni di rissosa dialettica tra le variopinte componenti della maggioranza di centrosinistra, è sfociata nei… rifiuti della politica. La fallimentare gestione della Provincia ha visto contrapposti tutti i soggetti, antichi e nuovi, dell’ormai logoro e logorato sistema politico irpino. Un sistema basato sul clientelismo, sulla prevaricazione, sull’occupazione del potere. Questi soggetti anche in Irpinia sono giunti al capolinea”. Così commenta gli ultimi avvenimenti politici che hanno interessato la Provincia, l’esponente de La Destra Eugenio Laurenzano che prosegue: “Inquietante è il percorso che ha portato alla crisi dell’Amministrazione provinciale. La contestualità delle dimissioni dei Consiglieri provinciali è stata concordata e studiata a tavolino tra demitiani e Popolo della Libertà. Il buon senso, nel rispetto del mandato elettorale ricevuto quattro anni or sono, avrebbe dovuto suggerire agli esponenti del PdL – che sicuramente non passeranno alla storia provinciale come salvatori della patria – un comportamento ben diverso; costoro avrebbero dovuto porre in essere tutte quelle iniziative capaci di provocare l’implosione del centrosinistra, tutto avrebbero dovuto fare tranne che accordare a De Mita un “soccorso tricolore” che da una parte significa svendita di valori e dall’altra dà al centrosinistra l’opportunità di una controffensiva sul piano della moralità politica. Con un ciclo amministrativo giunto ormai al termine era proprio il caso di stringere un patto scellerato con chi è stato l’avversario più ostico del centrodestra? Se ciò è avvenuto, vuol dire che il peggio deve ancora venire…Siano proprio i rappresentanti del PdL a convincere la gente dell’Irpinia che il tutto non è avvenuto sulla base di un inciucio; siano proprio i rappresentanti del PdL a spiegare come su un intrallazzo di palazzo possa sorgere la futura classe di governo in questa provincia; siano proprio i rappresentanti del Pdl a rintuzzare le mortificanti accuse di trasformismo; siano proprio i rappresentanti del PdL a giustificare un comportamento che è servito alla consumazione di una squallida vendetta all’interno dell’arcipelago demo-marxista. Da tutta questa vicenda chi ne esce malconcia è la massima espressione provinciale della sinistra, cioè la De Simone che bene avrebbe fatto a mandare tutti a casa, invece è stata lei mandata a casa. Domani è un altro giorno e domani La Destra è disponibile a fare la parte che compete all’unico movimento autenticamente di destra, pronta comunque a sottoscrivere un patto di discontinuità con il passato, discontinuità che vuol dire gente nuova, con idee nuove e con casacche non riciclate. Qualora questo disegno non dovesse trovare pratica realizzazione, La Destra di Storace, sociale, popolare e nazionale, in Irpinia è già organizzata per proporsi all’elettorato con proprie liste ed in questa direzione sta già operando con incontri e dibattiti nelle belle piazze della provincia.”
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