“La crescita non crea posti di lavoro e nulla è peggio di una società per la crescita senza la crescita”. Serge Latouche, filosofo e economista francese è partito da questa semplice considerazione per illustrare, nel corso del confronto con sindacalisti ed operai dell’Irisbus svoltosi questo pomeriggio presso la sede della Cgil di Avellino, la sua teoria della “decrescita serena”. In un’Irpinia dilaniata dal progressivo azzeramento del tessuto industriale insediatosi dopo il terremoto del 1980, il grande intellettuale ha rimarcato la necessità di un modello di sviluppo improntato a quella che ha definito un’ “abbondanza frugale”, nettamente contrapposto tanto ad un capitalismo degenerato, quanto allo sviluppismo ed alla crescita invocate trasversalmente quale antidoto dall’intero panorama dei partiti, sia di destra che di sinistra.
Al folto uditorio radunatosi presso il sindacato, Latouche ha illustrato i prinicipi della sua teoria ecosocialista, incentrata sulle 8 “R” (rivalutare, riconcettualizzare, ristrutturare, ridistribuire, rilocalizzare, ridurre, riutilizzare, riciclare). Agli operai dello stabilimento di Flumeri ed agli esponenti sindacali, ha soprattutto spiegato come la teoria della decrescita non mini affatto i posti di lavoro: “I sindacalisti sono diffidenti perché cercano di difendere il lavoro – ha evidenziato – ma la nostra proposta mira a far lavorare meno per lavorare tutti, vivendo meglio e riuscendo a realizzare pienamente la propria vita. Insomma: ridurre le ore di lavoro e rilocalizzare la produzione”.
Nessun progetto antisociale, dunque, ma un approccio totalmente nuovo all’idea di sviluppo. Il filosofo sa bene che occorre “decolonizzare l’immaginario collettivo e cambiare i rapporti di produzione”. Si tratta, tuttavia, di una “trasformazione globale ma necessaria”. Per finire, una considerazione sull’Irisbus di Flumeri. Qui, “l’ideale sarebbe una cooperativa di operai, sostenuti dalle istituzioni, per rilanciare lo stabilimento. Chiudere l’unica fabbrica in grado di costruire pullman ecosostenibili – chiosa – è una stupidaggine assoluta”.
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