“L’arte del Sud… gusto e con-tatto”: buono il bilancio finale

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Avellino – Si è concluso positivamente il progetto “L’arte del Sud… gusto e con-tatto” promosso dal Piano di Zona Sociale A3 di Avellino, in collaborazione con l’Associazione di Volontariato La Casa sulla Roccia, il Ser.t Asl Av2, l’Associazione Acli Project Onlus, l’Associazione Madre Coraggio contro la droga, l’Associazione Cuochi Avellinesi e l’Associazione Onlus Don Tonino Bello. Per i ragazzi coinvolti è stata un’esperienza indimenticabile, ma soprattutto una seconda e preziosa opportunità per reinserirsi nella società. Un passo non facile per chi ha alle spalle storie di dipendenze e di situazioni di vita complicate. Soddisfatti i ragazzi che hanno partecipato alle attività di recupero attraverso le borse lavoro assegnate lo scorso giugno e dirette agli ospiti della Casa sulla Roccia e del Ser.t di Avellino. Per i corsisti è stata, senza dubbio, un’esperienza di crescita che li ha condotti verso una nuova consapevolezza della vita e soprattutto verso la socializzazione. È quanto emerge dalle parole dei diretti interessati a conclusione del progetto. “C’è stata un ottima formazione. – ha spiegato una corsista – Ho conosciuto gente e tra noi si è instaurata da subito un’intensa collaborazione poi solidificata dal rapporto con i docenti che hanno messo, dal canto loro, passione e professionalità”.
Per quanto riguarda lo stage e la borsa lavoro: “Ho avuto difficoltà, ma poi ho imparato a fare tante cose come la pizza ed il pane. In parte sono stata anche agevolata perché era un ambiente di lavoro che già conoscevo. Ho imparato tanto grazie a questa esperienza. Ho scoperto la mia disponibilità sul lavoro, ho stretto ottimi rapporti che mi hanno fatto crescere”. Per il futuro, la corsista della Casa sulla Roccia ha un solo desiderio: “E’ stata una buona esperienza che porterò sempre con me. Sicuramente sarà un’idea da mettere da parte”. È unanime il pensiero di un altro ospite della Casa sulla Roccia che ha frequentato i corsi della borsa lavoro. “E’ stata la mia prima esperienza: all’inizio non ci credevo per le mie capacità, ma poi mi sono ricreduto per il bel gruppo che si è creato”. La sua mansione è stata svolta all’interno di un ristorante, in uno degli ambienti principali: la cucina. “Lo stage mi ha attirato da subito. Mi è piaciuto fare il cameriere, avere contatti con le persone. Ho scoperto nuovi valori. Tutto il personale ha avuto rispetto e fiducia in me. All’inizio dovevo stare attento a quello che facevo e dicevo. Non è stato facile, ma mi sono impegnato, confortato dalla professionalità dei miei datori di lavoro”.
Cosa ci sarà per lui in seguito? “Da questa esperienza ho appreso molte cose, nonostante abbia avuto delle difficoltà per i pregiudizi iniziali. Non è stato facile, ma sono riuscito a mettere molta volontà e motivazione in tutte le cose che ho fatto, recuperando anche fiducia in me stesso. È per questo che spero di trovare un prossimo impiego proprio nell’ambito della ristorazione. Ho aggiunto un buon mattoncino alle mie esperienze”.
Grande impegno è stato profuso anche dal terzo corsista proveniente dalla Casa sulla Roccia. “Ho toccato con mano la disponibilità di persone professionali e cortesi. È stata un’esperienza bellissima che mi ha dato l’opportunità di fare ciò che amo di più: cucinare. Sarebbe un sogno continuare su questa strada”. Anche per la referente della Casa sulla Roccia, Mary, “L’arte del Sud…gusto e con-tatto” ha rappresentato un esemplare servizio in favore di questi ragazzi in via di recupero. “Il progetto è iniziato bene, con un ottimo tavolo da lavoro – ha spiegato – che ha visto coinvolti tutti i partner ed ha fatto registrare una buona frequenza”. Sulla stessa scia la referente del Ser.T, Lucia: “Il progetto è partito bene. I ragazzi si sono impegnati iniziando con buone prospettive, ma quando hanno dovuto inserirsi nelle strutture per lo stage e le borse lavoro abbiamo incontrato delle difficoltà. La maggiore diffidenza è stata manifestata proprio dai proprietari che poi fortunatamente li hanno accolti con il sorriso”. L’unico corsista del Ser.t, impegnato in cucina, ha espresso un parere più che buono sulla sua personale esperienza. “Mi è piaciuto lavorare in un ristorante per l’ottima organizzazione. Vorrei continuare in questo ambiente, collaborando in cucina. All’inizio ho incontrato delle difficoltà perché non conoscevo l’ambiente. Poi è stato tutto semplice, sono orgoglioso di quanto ho ottenuto”. (di Italia Manzione)

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