L’arrivo di Internet in Italia: corsi e ricorsi storici

L’arrivo di Internet in Italia: corsi e ricorsi storici

17 Novembre 2020

30 aprile 1986: una data epocale in grado di segnare una svolta. Parliamo dell’arrivo di Internet in Italia. Questo significa che sono passati più di 30 anni da quel giorno (e circa 50 dalla nascita effettiva negli USA) che sarebbe stato capace di rivoluzionare negli anni a seguire la vita di tutti noi. Ad oggi la quasi totalità degli oggetti fa ricorso proprio al web per funzionare, e in molti casi è persino difficile rendersene conto perché oramai viviamo “dentro” internet stessa, seppur non senza diffidenze.

Pisa: la città che ha dato i natali a internet

Nel nostro Paese la città che ha dato i natali a Internet è stata Pisa. Come anticipato infatti. correva il 30 aprile 1986 quando il primo segnale partì dalla cittadina toscana per arrivare in Pennsylvania a Roaring Creek. Per la trasmissione vennero utilizzati i satelliti del “Telespazio” in Abruzzo. Ad oggi grazie al web è possibile fare davvero di tutto, e stilare un elenco completo delle azioni possibili è praticamente impossibile.

Grazie a Internet è possibile lavorare, ricercare informazioni di ogni tipo, mettersi in comunicazione con qualcuno dall’altra parte del mondo, giocare ai casino online soldi veri, guardare film, ascoltare musica, e svolgere una miriade di altri compiti destinati solamente ad aumentare di numero nei prossimi anni. Ma tra il giorno della sua nascita, e l’impiego che oggi facciamo del web, ci sono state molte tappe importanti.

L’inizio non fu certamente dei più semplici. Questo perché in America esisteva già una rete che seppur giovane riusciva a collegare alcuni centri di supercomputing dislocati sul territorio. Una situazione simile c’era anche nel nostro Paese, dove alcune reti di computer mettevano in comunicazione università e aziende. In quel momento storico dunque, ognuno cercava solamente il modo di affermare il proprio standard.

Arpanet: l’antenata di internet

Prima di essere chiamata in questo modo, Internet assumeva il nome di Arpanet, nata nel 1969. I protocolli di comunicazione di Internet vennero però adottati molto più tardi, ovvero nel 1983. Parliamo del TCP/IP “transfer Control Protocol/Internet Protocol”. Nel momento in cui tale protocollo diventò lo standard, per distinguere Internet dalle precedenti tecnologie che impiegavano la “i” iniziale minuscola, venne utilizzata la “I” maiuscola.

Gli anni ’80 hanno rappresentato una sorta di periodo di collaudo della rete, un momento in cui in molti esperti di settore si incontravano e si scontravano in meeting, riunioni, e pubblicazioni scientifiche. Momenti di particolare fermento, ed era del tutto fisiologico fosse così. Dobbiamo aspettare il 1991 per la nascita vera e propria del web, anno in cui Internet comincia la sua ascesa di popolarità anche tra le persone comuni.

Da quel momento in poi, Internet avrebbe cambiato le vite di moltissime persone, sia tra coloro che ne facevano un utilizzo passivo, sia tra quelli dall’altra parte della barricata. Parliamo di una miriade di figure che nel corso degli anni hanno contribuito alla crescita della rete, fino a farla diventare quella che noi tutti oggi conosciamo, ovvero un “luogo” virtuale che mette in comunicazione miliardi di persone.

L’Italia e l’utilizzo del web

Uno strano rapporto quello che intercorre tra l’Italia e il web. Nella classifica dei Paesi che sono riusciti a collegarsi stabilmente a Internet, il nostro Paese ricopre il quarto posto. Ma tra quelli che fanno attualmente uso di Internet e della banda larga, si posiziona solamente al quart’ultimo posto. In molti faticano ancora a comprendere le potenzialità infinite di questo strumento, relegando le connessioni al solo utilizzo social.

Un vero e proprio spreco per certi punti di vista, perché come detto il web permette di fare davvero di tutto. Su Internet è possibile lavorare da remoto attraverso lo smart working, studiare, informarsi, ma anche giocare e intrattenersi con contenuti di ogni tipologia possibile. Molto spesso inoltre, una così scarsa cultura della rete porta gli utenti ad esporsi a grandissimi pericoli, creando di conseguenza una diffidenza ancora più grande verso una delle invenzioni più importanti del secolo scorso.