L’Antica Roma raccomanda: attenzione al coniuge che spegne la luce!

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Il matrimonio è l’unione di due persone pronte a formare una famiglia insieme ma pochi ne conoscono le origini, le regole e le forme provenienti dall’Antica Roma. In precedenza, difatti, esso sanciva la sottomissione della donna all’autorità maschile. Fortunatamente, ciò è andato scomparendo con l’avvento del Cristianesimo ma alcune tradizioni pagane sono state oggetto di usi e costumi italiani fino al secolo scorso.

Ad esempio, nell’affrontare l’argomento “Prima notte di nozze” tutti pensano alle diffuse voci secondo cui la sposa non debba preparare il letto coniugale perché ciò è compito di due persone nubili mentre lo sposo debba oltrepassare la soglia di casa con la moglie tra le braccia. Quasi nessuno, però, è a conoscenza di una particolarità relativa allo spegnimento della luce durante quella stessa notte.

Più esattamente, superstizione vuole che il primo dei due neo-sposini a spegnere l’interruttore debba essere anche primo a morire. L’atto di spegnare i lumi, nell’Antica Roma, era prassi consolidata quando moriva un familiare e tale significato è stato adottato anche in ambito matrimoniale. Naturalmente in passato si ovviava a tale problematica lasciando che la candela si spegnesse da sola ma con l’avvento della corrente elettrica tutto si è complicato.

Il coniuge più furbo, allora, potrebbe inventare una scusa perché impedito da un impegno imminente, gli sposi più paurosi lascerebbero di sicuro la luce accesa tutta la notte mentre altri rovisterebbero dentro casa alla ricerca di un oggetto che si presti al tanto sgradito compito. Qualsiasi soluzione porterebbe comunque ad un vero e proprio cortometraggio in stile comico però la complicità e le risate da esso scaturite non possono che essere la conclusione perfetta di un giorno così speciale quindi che nessuno riveli alla coppia l’antidoto: spegnere la luce insieme.

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