L’analisi – Inghiottiti sulle fasce: lupi in balia dell’avversario

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Dalle stelle alle stalle in pochi giorni ed ecco servita la ricetta per rovinarsi il Natale. In realtà ci sarebbe stato poco da festeggiare anche in caso di risultato positivo – considerata la fitta agenda delle festività – ma almeno l’Avellino non avrebbe reso indigesto ai propri tifosi (in primis agli stoici ultras presenti al “Provinciale”) il lauto pasto della Vigilia. Sul 3-1 per il Trapani, si erano creati tutti i presupposti per commentare una nuova Cittadella, ma la squadra di Rastelli ha fatto addirittura peggio. Il risultato non inganna: l’Avellino, dopo aver trovato il gol in avvio, si è chiuso a testuggine non riuscendo ad imbastire una parvenza di manovra, con il Trapani che a poco a poco ha ripreso coraggio. Ne è venuta fuori una debacle, la sconfitta più pesante per proporzioni, assieme al ko di Pagani in Prima Divisione, dell’era Rastelli sulla panchina biancoverde. Quattro schiaffi che devono fa riflettere sull’andamento altalenante delle ultime settimane, durante le quali i lupi avrebbero potuto gettare le basi per l’aggancio alla zona A al giro di boa.

Sacco delle fasce. Il Trapani ha banchettato per tutta la partita sulle corsie laterali, mettendo a nudo per l’ennesima volta l’incapacità dell’Avellino di sfruttarle al meglio sia nella fase di contenimento sia in quella propositiva. Eppure sembrava che il 3-5-2 rastelliano potesse dare scacco al 4-4-2 avversario grazie ad un inizio grintoso e volitivo, coronato dall’imbucata dalla sinistra di Zito che, grazie alla pennichella pomeridiana generale della difesa granata, ha trovato il tocco di Castaldo. Partita in discesa? Neanche per sogno, perché proprio da qui è nata la Caporetto biancoverde al “Provinciale”. Rizzato-Nadarevic da una parte e Lo Bue-Basso dall’altra, infatti, hanno iniziato a spingere costringendo sia Pisacane ma soprattutto Zito ad imbarcare acqua.
Il copione non è mutato nella ripresa con la difesa a quattro e la mediana, come troppo spesso accade, non ha aiutato facendosi inghiottire dal ritmo di un Trapani indemoniato. Il 4-3-1-2 varata nell’intervallo con l’ingresso di Soumarè, incaricato di tenere più alta la linea dei centrocampisti in fase di non possesso, non ha dato i suoi frutti, finendo per prestare ulteriormente il fianco alle scorribande degli uomini di Boscaglia sugli esterni. E’ forse questa l’unica lettura stonata da parte di Rastelli, angosciato dalle tutt’altro che confortanti risposte del centrocampo – affidato per l’occasione ai senatori – e costretto a fare di necessità virtù sulle fasce, dove Visconti al momento ha la spalla di cristallo, Regoli va centellinato al rientro e Bittante non è ancora arruolabile (l’unica alternativa a Zito sulla fascia mancina è Chiosa e non è andata meglio).

Cattedrale nel deserto. L’angoscia la vive anche il cannoniere principe biancoverde, distante col pensiero e nello spazio dal compagno di reparto di turno. Con Arrighini al suo fianco, Castaldo ha dimostrato di essere eternamente incompatibile dal momento che, una volta uscito dall’area per inventare la giocata illuminante, l’ex Pontedera non è in grado di garantire quel peso necessario per creare grattacapi alla difesa avversaria. Se poi allo scarso feeling si aggiunge – come rimarcato dallo stesso Rastelli prima de match con il Bologna – la penuria di palloni partoriti dalla manovra, i conti per l’attacco non tornano, anzi tornano soltanto per il bomber di Giugliano, il quale ha eguagliato il record di realizzazioni personali in Serie B. Tanta grazia per lui, zero sorrisi per l’Avellino sotto l’albero.

(di Claudio De Vito)

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Giornalista. Ottimo. Leva (calcistica) dell’86. Sono laureato in Scienze Politiche all’Ateneo di Salerno con tesi in Diritto Amministrativo Europeo e un Master di II livello in Economia e Gestione delle Imprese. Ma la mia è una vita dedicata allo sport, più precisamente al calcio. A raccontarlo ho cominciato sin da piccolo e con Irpinianews, il giornale online al quale mi sento più affine, sto diventando grande. Da due anni in forza alla redazione, prima come cronista di calcio minore e successivamente, anche come inviato, a seguire le vicende dell’Avellino Calcio. Il web è il mio mondo, mi piace catturare e offrire notizie in tempo reale. Ho lavorato presso l’ufficio stampa del Comune di Salerno, con l’agenzia di stampa Mediapress, ho preso confidenza con il mondo dei social network e della condivisione di informazioni.

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