L’analisi di Cittadinanza Attiva: 156 scuole sono a rischio sismico

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Avellino – È da anni ormai che Carlo Caramelli, presidente regionale di Cittadinanza Attiva, si batte affinché venga assicurato il diritto allo studio nel modo più adeguato possibile. E questo diritto è garantito partendo da edifici confortevoli e rispondenti alle norme antisismiche vigenti. In Irpinia su 535 plessi scolastici 156 sono vulnerabili ad eventi sismici e solo il 14 per cento è in possesso delle certificazioni idonee. “Dieci anni fa all’allora ministro alla Pubblica Istruzione Berlinguer – ha spiegato Caramelli – chiedemmo il monitoraggio di tutte le scuole della provincia. Il Provveditorato agli Studi iniziò lo screening, ma ad oggi la questione non è stata risolta del tutto. L’Irpinia è per il 49 per cento soggetta ad eventi sismici. Non vogliamo che si ripeta una strage come quella della scuola di San Giuliano di Puglia”. L’iniziativa di Cittadinanza Attiva è stata ben accolta dal Capo dello Stato, dal Ministero alla Pubblica Istruzione, alla Funzione Pubblica, dalla Corte dei Conti. “Nessun genitore – continua – deve piangere un figlio perso in seguito ad un terremoto durante le ore scolastiche. L’Ufficio per gli affari interni della Presidenza della Repubblica ha riservato alla problematica un’attenzione particolare ed ha richiesto notizie sulle iniziative assunte in Irpinia. A tale riguardo, inoltre, è stata richiamata l’intesa istituzionale tra il Governo, le Regioni e le Province sugli “indirizzi operativi per prevenire e fronteggiare eventuali situazioni di rischio connesse alla vulnerabilità di elementi, anche non strutturali ,negli edifici scolastici” con la quale si prevede la costituzione di gruppi di lavoro in ambito regionale con il compito di costituire squadre tecniche, incaricate di effettuare sopralluoghi nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado”. Poi l’idea lanciata dal presidente di Cittadinanza Attiva. “Interessante potrebbe essere la volontà di destinare i finanziamenti del Fondo Sociale Europeo per l’adeguamento delle scuole provinciali. Abbiamo avanzato la proposta al ministro del Tesoro. Attendiamo un responso”.

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