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Nikola Radulovic, invece, non ha bisogno di presentazioni: l’airone di Zagabria ha entusiasmato con un paio di giocate di altissima scuola europea, mettendo brio e fantasia in una partita che è stata tutto tranne che spettacolare. Da segnalare un’assistenza no-look fatta nel cuore dell’area, roba per palati finissimi. Best ha potuto finalmente tirare il fiato, invidiatissimo forse dal suo compagno di squadra Chris Warren. L’ex Zagabria è andato in più di un’occasione fuori giri, commettendo inusuali errori di lettura e tirando più di una volta cortissimo, sinonimo di una forte stanchezza accumulata. Dopo il precampionato e le 4 precedenti prestazioni, un momento di appannamento è più che lecito. Interessante Diener versione playmaker, ma conosciamo le doti di Drake e ci attendiamo altre percentuali al tiro, l’1/9 complessivo non gli fa per niente onore. Anche per Andrea Crosariol un discreto impatto, ma deve imparare a contenere la sua esplosività o il suo impiego sarà sempre limitato dai falli. E a Tel Aviv ci sarà bisogno di tutti.