Milano – Incredibile al Palalido. In una partita brutta ma dall’intensità incredibile, in cui si è visto di tutto (risse, spintoni, infortuni, allenatori che lasciano la propria postazione) Avellino fallisce clamorosamente la possibilità di sbancare la tana dell’Olimpia a causa di una disastrosa prestazione ai liberi. La voglia messa in campo era quella giusta, l’assetto tattico pure (impossibile, mai come in questa occasione, imputare qualcosa al coach) ma l’oscena percentuale dalla linea della carità ha complicato inesorabilmente le cose per i biancoverdi. Il 20/34 dalla lunetta (con una battuta si potrebbe dire che i lupi hanno tirato più liberi in una singola partita che in tutta la stagione) è un dato che si commenta da solo, ma a fare ancora più male è il ‘quando’ questi errori sono avvenuti. La Scandone con Radulovic, Porta e Warren ha avuto l’occasione di chiudere il match con i liberi, ma ha confezionato un terribile 1/6 che ha impedito di mettere la parola fine all’incontro, con una Milano completamente in balia degli ospiti e affogata dalla zona 2-3 di Markovski.
RISSA E NERVI TESI – Nessuna delle due squadre era minimamente intenzionata a lasciarsi scappare la contesa, fondamentale per rimanere aggrappati al treno playoff. La pressione e l’agonismo hanno condizionato negativamente lo spettacolo, con i due team che hanno alternato momenti di bel gioco ad azioni assolutamente confuse. In campo gli screzi tra i cestisti si sono avvertiti quasi subito e a far scoppiare la bolla è stato un acceso Mike Hall. Il moro di Milano si allaccia prima con Tusek e poi con Slay. Successivamente, il diverbio con l’ala slovena diventa molto più duro e arriva una spinta. Da dietro arriva Eric Williams a prendere le difese del compagno, con Hall che si trova ‘schiacciato’ tra i due lunghi irpini. Gli arbitri – con non poco coraggio – si mettono in mezzo e decretano la doppia espulsione: fuori Hall e Williams. Ma non sarà l’unico episodio ‘duro’ del match. Da registrare contatti proibiti tra Porta, Price, Sow e Crosariol.
FINALE CONCITATO – Come da pronostico, Best è in tribuna per lasciar spazio a Williams (che comunque sarebbe stato del match: gli allenamenti positivi hanno convinto lo staff a reintegrarlo del tutto) e come da pronostico le due squadre viaggiano sui binari dell’equilibrio. Da una parte Milano (priva di Hall) è preoccupata di non lasciare il contropiede ai lupi, dall’altra Avellino cerca di imbrigliare il già farraginoso e provvisorio attacco biancorosso. Il primo strappo arriva al 28′ quando Hollis Price (fino ad ora silente) confeziona un gioco da tre punti dando ai padroni di casa il massimo vantaggio (58-51 dopo 29′). Markovski – che pochi minuti prima aveva lasciato il campo adirato salvo poi tornare sui suoi passi, dopo essersi ‘sfogato’ nel tunnel dell’impianto – chiama timeout e carica i suoi, ma Porta in avvio di ultima frazione ci mette il carico, commettendo antisportivo. Milano vola sul +9 (62-53 dopo 33′): l’Air con 6’ da giocare passa a zona e dà la decisiva svolta all’incontro, obbligando il team di Bucchi a perdere ben 8 palloni. Con questi recuperi Avellino lancia la rimonta e con Slay fa impattare la partita sul 64 pari. Warren, Porta e Radulovic potrebbero definitivamente chiudere l’incontro, ma l’esito ai liberi è impietoso: solo 1/6 e tutto ancora da rifare.
CROLLO – L’overtime è una Caporetto per i lupi, asfaltati dalla dinamicità e dalla maggiore freschezza dell’Olimpia. Il parziale è di 18-4, con i padroni di casa che trionfano dando una eccessiva dimensione alla sconfitta biancoverde. I cestisti di Markovski – in quella che forse è stata una delle migliori interpretazioni mentali della stagione – hanno dimostrato una scarsa condizione atletica, come testimoniano i liberi tirati ‘corti’ e le gambe stanche e ferme del finale. Con questa sconfitta Avellino potrebbe aver detto definitivamente addio alle speranze playoff, un traguardo che ancora una volta è apparso obiettivamente alla portata di questa Scandone. Finalmente l’Air ci ha messo la voglia e ci ha creduto fino alla fine, anche quando il match sembrava compromesso dalle giocate di Price. Ma le partite ‘buttate’ cominciano a diventare troppe e ora è il momento di non guardare avanti, quanto piuttosto cominciare a preoccuparsi di chi arriva alle spalle: finire impantanati nella medio-bassa classifica è molto più semplice di quanto non si pensi. (Giuseppe Matarazzo)
Armani Jeans Milano – Air Avellino 85-71(dopo O.T.)
(20-17; 36-35; 68-53; 67-67
Armani Jeans Milano: Filloy, Hall 3, Sow 7, Mordente 2, Vitali 8, Rocca 8, Price 18, Hawkins 23, Katelynas 10, Micevic, Beard, Sangarè 6.All:Bucchi.
Air Avellino: Warren 11, Radulovic 11, Porta 6, Cinciarini 2, Crosariol 8, Lisicky, Cerullo, Slay 10, Tusek 7, Williams 5, Diener 11.All: Markovski.
Arbitri: Luciano Tola – Marco Giansanti – Stefano Ursi
