L’Acp scompare, i poteri passano all’Acs. Abate: “Atto dovuto”

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L’Alto Calore Patrimonio ha avviato i procedimenti per la liquidazione e farà confluire tutti i propri poteri all’ente gemello Acs. Lo ha annunciato in una conferenza stampa tenutasi questa mattina nella sede dell’Ente a Corso Europa il presidente Eugenio Abate. Il sindaco di Montemiletto ha spiegato il perché di questa scelta, facendo riferimento all’esito del referendum sulla privatizzazione dell’acqua che ha cambiato lo scenario normativo: “Nel 2003 – ha chiarito Abate – l’Acs ha deciso di far nascere un ente gemello, l’Acp, per avere modo di partecipare alle gare di affidamento del servizio idrico integrato. Il decadimento di tale normativa rende, di fatto, inutile la sussistenza della Patrimonio i cui conti, peraltro, sono finalmente in regola dopo anni di gestione stanca e buia”.
Tutte le competenze, dunque, passeranno nuovamente all’ente “padre” di cui, comunque, Abate resterà vicepresidente: “Non mi interessava mantenere la carica di numero uno dell’Acp – ha sottolineato ancora il primo cittadino di Montemiletto – ma agire sulla base di norme che devono essere rispettate. Voglio, poi, tranquillizzare tutti per quanto riguarda la questione occupazionale perché nessun posto di lavoro sarà tagliato visto e considerato che i dipendenti dell’Acp saranno assunti nell’Acs”.
Da politico navigato, Abate è cosciente delle oggettive difficoltà di mettere in atto un procedimento di liquidazione complesso come questo, soprattutto per il rapporto poco idilliaco con l’Ato che, velatamente, critica dipingendo lo scenario irpino a seguito della scomparsa dell’Acp: “Le nuove normative, come detto, non rendono più necessaria la sussistenza dell’Acp ma è logico e importante che la Servizi riesca ad avere l’affidamento sia del servizio idrico che di depurazione dei comuni irpini. L’Ato, fino a questo momento, non ha mai agito in modo determinante, o meglio, non ha mai agito, vestendo i panni di notaio che prende atto dello status quo e sottoscrive gli affidamenti. Attualmente, in provincia esistono l’Acs, la Mo.Se (società in house proprio di proprietà del comune di Montemiletto, ndr) e la Cgs che si occupano della depurazione e del servizio idrico dei vari comuni. L’Alto Calore punta ad avere l’affidamento di tutti i comuni, o comunque della maggior parte, anche perché abbiamo la possibilità e i mezzi per farlo”. Il Presidente dell’Acp ha riportato poi la questione su un piano prettamente politico, non mancando di sottolineare come “questa scelta sia frutto di una grande sinergia tra l’Udc e il Pdl che hanno sottoscritto, 9 mesi fa, un accordo programmatico che funziona bene e che sta dando ottimi risultati. E’ innegabile, infatti, che i conti dei due enti gemelli siano finalmente in ordine e che ora i bilanci, per così dire, “si parlino”. Tale risultato, a dispetto delle dichiarazioni dei soliti detrattori, è figlio di una piena sintonia e comunione d’intenti”.
In questo filone, si è inserito anche il Presidente dell’Acs Franco D’Ercole, il quale ha rimarcato il significato politico di questa scelta, ricordando che “la decisione di un CdA di un ente in salute di mettersi da parte per salvaguardare e avvalorare un risultato referendario è coraggiosa, soprattutto per chi conosce le dinamiche politiche che si sviluppano e sussistono all’interno di un partito. Ecco perché non abbiamo alcuna intenzione di lasciare spazio a critiche che potrebbero pescare nel calderone eventuali motivazioni oscure. Era un atto dovuto e lo abbiamo fatto”. A chiudere la conferenza, poi, un breve cenno sulla posizione di Abate in riferimento alla presunta incompatibilità del suo doppio ruolo di sindaco di Montemiletto, con la sua Mo.Se, e di membro dei due CdA dell’Alto Calore: “La Mo.Se. – ha chiarito Abate chiudendo – è una società “in house” che fa capo esclusivamente al Comune e quindi, giuridicamente, non è una società terza. L’affidamento del servizio idrico di Montemiletto e di altri comuni a questo soggetto era, per me, un atto dovuto e posso assicurare che non esiste incompatibilità oggettiva tra il mio ruolo di sindaco e quello di presidente e vicepresidente dei due enti gemelli di gestione dell’acqua”.
(di Attilio Alvino)

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