Laceno d’Oro: neorealismo tra passato e presente

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Avellino – Quella del 2008 sarà la settima edizione del Premio “Camillo Marino – Laceno d’Oro”, la manifestazione che dal 2001 il circolo Immaginazione propone affinché la città di Avellino e l’Irpinia tutta non dimentichino quello che è stato il Laceno d’Oro.
Per i più superficiali una delle tante rassegne cinematografiche, per questa provincia una grande risorsa culturale e sociale. Il festival del cinema neorealista organizzato da Camillo Marino e Giacomo d’Onofrio, si svolse inizialmente in montagna, al Laceno. Quella location fu suggerita a Camillo Marino da Pier Paolo Pasolini estasiato da quel paesaggio incontaminato che gli ricordava i luoghi della sua infanzia. Fu proprio durante quella prima edizione che Pasolini ritirò il premio per il miglior regista vinto con “Il Grido” da Michelangelo Antonioni.
Dopo l’assassinio di Pasolini (1975) fu istituita una targa in suo onore, assegnata tra gli altri a registi ed attori del calibro di Gian Maria Volontè , Mario Monicelli e Damiano Damiani.
Dal 1966 il festival si spostò dal Laceno ad Avellino, dove aveva nel Cinema “Eliseo” la sua sede, e in altri comuni della provincia. Nel 1988 l’ultima edizione della rassegna che morì nella più totale indifferenza dei politici di allora.
Camillo Marino è venuto a mancare nel 1999, lasciando in Irpinia un vuoto incolmabile. La sua vita, di partigiano prima e di cinofilo dopo, fu immortalata da Ettore Scola nel film “C’eravamo tanto amati” nella figura di Nicola Palumbo, professore di liceo campano, interpretato da Stefano Satta Flores. La sfida di non abbandonare nel dimenticatoio collettivo l’esperienza del Lacero d’Oro e il contributo di Marino è stata raccolta dal circolo “ImmaginAzione” che dal 2001 organizza ogni anno il “Premio Camillo Marino – Laceno d’Oro”. L’impegno in questi sette anni è stato di non tradire mai lo spirito fondatore neorealista, accordandolo con le novità che il nuovo cinema propone al di fuori dei circuiti convenzionali.
Negli ultimi anni sono stati premiati i fratelli Dardenne e Marco Bellocchio; quest’anno il premio andrà al regista vincitore della Palma d’Oro a Cannes Laurent Cantet per il film “Classe – Entre Les Murs”, tratto dal diario del professore Francois Begaudeau, co-sceneggiatore e interprete, insegnante di francese in una scuola media della periferia parigina. Il realismo della pellicola è a tratti documentaristico, ambientato in una periferia francese in cui l’integrazione appare sempre più come un’illusione. Neorealismo allo stato puro.

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