La Uil lancia l’allarme: pensionati in grave difficoltà

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La Uil di Avellino in campo per i pensionati. La camera sindacale provinciale infatti lancia un grido di allarme a nome di una delle categorie più deboli del sistema sociale italiano. E nella provincia di Avellino in particolar modo. In momento di crisi e difficoltà diffuse e spalmate a tutti i livelli, i pensionati sono tra quelli che troppo spesso si avvicinano alla soglia di povertà, che non arrivano alla fine del mese e che vengono presi in giro dai vari bonus sociali emanati dal Governo di Berlusconi. La condizione del pensionato è oggi davvero una delle peggiori da vivere. Il Segretario provinciale Franco De Feo esprime il profondo disappunto a nome della categoria che è costretta a vivere per buona parte con meno di mille euro mensili e la maggioranza a livello di povertà (meno di 500 euro mensili).
Una situazione emersa in tutta la sua drammaticità ed è vissuta quotidianamente da milioni di cittadini.
“Nella nostra provincia – ha dichiarato il segretario della Uil – la situazione appare ancora più disastrosa se si considera che la maggior parte dei pensionati percepisce il trattamento minimo. A fronte di tale considerazione, questo Sindacato – continua De Feo- che da sempre ha evidenziato una tale incresciosa situazione, ha impegnato le proprie strutture a tutti i livelli perché, uscendo da posizioni retoriche non più sostenibili, affronti con decisione la problematica e ponga all’ordine del giorno dei propri appuntamenti di lavoro, a partire dalle prossime assemblee congressuali in via di convocazione per il prossimo autunno, un tema di così rilevante importanza. Segnala fin da ora la circostanza, all’attenzione di quanti ne hanno la responsabilità’, e li invita a considerare con molta più attenzione una situazione di estremo disagio non degno di una nazione civile, la quale deve non dimenticare che lo sviluppo ed il progresso conseguiti finora sono dovuti proprio ai tanti lavoratori, anche emigranti, ora pensionati, che si sono sacrificati per consentire al proprio Paese di raggiungere le attuali condizioni di vita”.

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