La sfida di Ercolino: “Modello Barcellona ad Avellino: Si può fare!”

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La notizia è di quelle che rischiano di stravolgere il mondo sportivo e non solo di Avellino: una nuova società sportiva, guidata da numerose figure imprenditoriali di tutta la provincia, che sul modello dei più blasonati club europei come Barcellona o Panathinaikos accolga e gestisca tutte le più floride e competitive realtà sportive del territorio. Lo ha annunciato poche ore fa il presidente Vincenzo Ercolino in una conferenza stampa a Piazza Libertà. Il patron della Scandone, artefice e primo sostenitore dell’ambizioso progetto, si dice pronto ad immergersi in questa nuova avventura. “In questa nuova società, una Srl a tutti gli effetti, canalizzeremo tutti gli altri sport della provincia, con l’obiettivo di mantenere l’eccellenza delle squadre di vertice e favorire lo sviluppo di tutte le altre realtà – dichiara Ercolino – . Abbiamo già coinvolto circa 30 imprenditori, pronti a sposare la nostra idea e a sostenerla”. Al centro del progetto c’è anche l’Avellino Calcio, vecchio ‘pallino’ dell’imprenditore di Mercogliano: “Al 99% assorbiremo anche l’US Avellino. Con Massimo e Marco Pugliese ci siamo sentiti già molte volte e ci incontriamo praticamente tutte le mattine. Se sarà loro desiderio potranno entrare a far parte della nuova Società oppure, se hanno intenzione di staccare la spina e farsi da parte noi saremo pronti a investire anche nel calcio”. Ercolino garantisce la bontà e la serietà dell’iniziativa che, su quanto già fatto da altri club europei, punterà a mantenere tutte le compagini dei vari sport al vertice. “A differenza di altre presunte ‘cordate’, che miravano più a farsi pubblicità che altro, noi abbiamo già delle fondamenta dalle quali partire per cercare di fare ad Avellino quello che a Barcellona o ad Atene hanno già realizzato anni fa. Così come ho fatto nel basket – continua Ercolino – faremo con gli altri sport, ovvero programmare seriamente il futuro e non improvvisare, per arrivare ai vertici il prima possibile ma senza false promesse o nascondendosi dietro a bugie”. L’acquisizione dell’Us Avellino, assicura Ercolino, non dipende affatto dai risultati di questo campionato: “Mancano ancora nove partite e sono sicuro che i lupi riusciranno a mantenere la B. Anche in caso di retrocessione faremo di tutto per risollevarla e portarla ai livelli che merita, ovvero in serie A. Ma potete stare certi che l’Avellino si salverà senza problemi”. La nascitura Società (entro la metà del mese l’ufficializzazione) ha dalla sua una base solida, costituita dalla competenza e dalla capacità di investimento degli imprenditori coinvolti, e un progetto già avviato, che ruoterà tutto intorno al Palasport. “Il Palazzetto sarà il centro di tutto – dice Ercolino – al suo interno ospiteremo spettacoli, concerti, avvieremo attività commerciali e daremo casa a tutte quelle realtà sportive che qui non trovano sbocchi, come le bocce, il tennis e il pattinaggio. I proventi saranno tutti canalizzati nella nuova società, che poi li riutilizzerà per gli investimenti e le spese necessarie per mandare avanti e gestire l’intero circuito, sempre ai massimi livelli possibili. L’Avellino Calcio, invece, continuerà a giocare al Partenio, la ‘tana dei lupi’ è quella e onestamente non è pensabile per me costruire un nuovo stadio o lanciarmi in spese azzardate”. Tutto questo, ovviamente, dipende dalle consultazioni e dal verdetto del Consiglio Comunale di domani sul Puc. “La nostra Città non ha bisogno di chiacchiere – continua il Presidente – ma di fatti e azioni concrete che diano la possibilità ad Avellino di rinascere e svilupparsi”. Ercolino va in pressing su quella che è una questione che ormai si trascina da tantissimo tempo e che nelle prossime ore dovrebbe finalmente giungere a conclusione. Il patron della Scandone, accompagnato dagli imprenditori che hanno già deciso di essere al suo fianco ( “ma i nomi ancora non li faccio, non voglio spaventare e forzare nessuno e no, non c’è Sibilia”) ha in testa un unico obiettivo: “Creare una realtà sana per Avellino e per i nostri figli. Ogni giorno mi piange il cuore nell’ascoltare e vedere scene di ordinaria violenza anche qui, in centro città. Con lo sport, esportando e allargando il modello del basket anche a realtà più difficili come quella del calcio, possiamo dare un segnale importante a tutti”.
(di Giuseppe Matarazzo)

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