“La scuola deve andare avanti, bar e ristoranti devono poter lavorare. Sono luoghi sicuri, De Luca sbaglia”. Avellino, la Confcommercio all’attacco

“La scuola deve andare avanti, bar e ristoranti devono poter lavorare. Sono luoghi sicuri, De Luca sbaglia”. Avellino, la Confcommercio all’attacco

16 Ottobre 2020

Alpi – La Confcommercio di Avellino sbatte i pugni sul tavolo e chiede al presidente della Regione Campania la revoca dell’ordinanza con la quale De Luca ha deciso di chiudere le scuole per due settimane e di applicare regole più restrittive per ristoranti e bar. Oggi lo fa tramite gli organi di stampa ma lunedì sarà redatto un documento ufficiale da indirizzare al Governatore.

“Troviamo del tutto incomprensibile l’ultima decisione di De Luca”, afferma Giulio De Angelis. “Le scuole, i bar, i ristoranti, applicano regole di sicurezza molto rigide, dettate dalle norme. Per attenersi alla legge e per assicurare il rispetto di tutti protocolli, sono stati anche utilizzati fondi pubblici stanziati appositamente. Sono luoghi assolutamente sicuri, dove ci sono controlli e dove si rispettano le regole anticontagio. In ognuno di questi posti, i responsabili fanno indossare la mascherina, fanno usare il gel disinfettante, misurano la febbre e fanno rispettare il distanziamento. Davvero non capiamo la ratio di quest’ultima ordinanza”.

“La scuola – prosegue l’esponente della Confcommercio di Avellino – deve andare avanti, non può essere chiusa. Anche perché c’è il rischio di creare delle diseguaglianze, visto che il digital divide è un problema, purtroppo, ancora molto serio. Non si possono penalizzare gli studenti, il diritto all’istruzione non può essere leso”.

Per De Angelis, ovviamente, c’è anche un problema di penalizzazione dell’economia. “Con la chiusura delle scuole, viene messo a dura prova anche tutto l’indotto. Il rischio è quello di perdere posti di lavoro, di mettere in ginocchio l’economia irpina. Lo stesso dicasi per bar e ristoranti. E’ inconcepibile chiudere questi locali che già stanno applicando tutti i protocolli, ad esempio quello di predisporre tavoli con un massimo di sei persone”.

“Inoltre, è proprio il messaggio che passa ad essere sbagliato. Con quest’ordinanza, è come se si dicesse che questi locali non sono sicuri. Ormai si comincia a respirare un clima pesante, di sfiducia, di paura. E questo non va bene. In parte, siamo d’accordo con la tesi secondo la quale la situazione deve essere valutata singolarmente, per ogni territorio. In provincia di Avellino, grazie anche a come De Luca ha gestito l’emergenza più acuta, non stiamo vivendo una fase particolarmente critica, a parte qualche caso”.

De Angelis conclude: “Se le maggiori fonti di contagio sono gli assembramenti stradali, sia di giorno che di notte, e i mezzi di teasporto pubblico, vanno intensificati i controlli, inasprite le sanzioni per chi non rispetta le norme. Inoltre, andrebbe ampliato il numero di mezzi pubblici per i pendolari, utilizzando magari pullman delle forze armate e di compagnie private”.