La scommessa della sinistra irpina parte dalle politiche ambientali

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I pirati non arrivano solo dal mare, ma anche da Montecitorio. Non c’è pace per il Formicoso. In seguito all’incontro tenutosi tra gli amministratori dell’Alta Irpinia e il Premier Silvio Berlusconi, qualcuno si era animato di speranza, ma le promesse del Presidente del Consiglio non hanno sedotto i partiti della sinistra irpina, che, convinti che il mega-mostro di Pero Spaccone sia in dirittura di arrivo, il 18 settembre hanno promosso un’assemblea pubblica, presso il centro di comunità di Andretta, per dire: “No alla logica delle discariche, no alla mega-discarica sul Formicoso. Un’altra strada è possibile”.
La bellezza di un’oasi incolta, caratterizzata da uno spazio vitale ridotto all’osso e da pale eoliche che si slanciano verso il cielo, è balzata alle cronache da quando il Governo, nel decreto legge redatto per fronteggiare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti, identificò quell’area come sito idoneo alla costruzione di una discarica. Da allora forze di centro, di destra e di sinistra si sono ricordate di una terra che ora ha solo il desiderio di ricadere nell’oblio delle menti della politica. Per riuscire nell’obiettivo ed evitare la strumentalizzazione dell’Irpinia a favore di un napolicentrismo, sotto gli occhi di tutti, Sinistra Democratica, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani esortano la mobilitazione di massa. “C’è in gioco il futuro dell’Irpinia – esordisce Franco Mazza -. Dopo Difesa Grande, dopo la riapertura del Cdr, adesso il tentativo di costruire il mega-sversatoio di Pero Spaccone”. L’ex consigliere provinciale invita tutte le forze politiche irpine al buon senso, a lasciar perdere le beghe politiche per sposare una causa che le deve vedere compatte contro un’amministrazione intollerabile: “Dobbiamo organizzare una giornata di mobilitazione fuori dai colori politici. Una manifestazione in cui sindaci, cittadini e politici protestino contro le decisioni prese dal Governo. La reazione deve essere energica”. Nonostante l’esortazione di Mazza alla mediazione, nel mirino dei Comunisti Italiani permane il Partito delle Libertà, “promotore di una politica – dice Domenico Ranaudo – che ha causato problemi seri al territorio e che evidenzia il fallimento dell’amministrazione di centro-destra. La caduta della Provincia causata dai demitiani e dal Pdl ha provocato l’assenza di un luogo democratico che potesse dialogare con il Governo Berlusconi”. Dello stesso parere Giancarlo Giordano di Sinistra Democratica: “E’evidente che da parte del Presidente del Consiglio c’è l’utilizzo del territorio per la soluzione di Napoli. L’Irpinia viene strumentalizzata a dispetto dei propri interessi a favore di una politica dettata dall’accordo Bassolino-Berlusconi che penalizza il nostro capoluogo e non permette a un territorio di sfruttare le opportunità che ancora può cogliere“. La formula vincente suggerita dai partiti di sinistra è adottare politiche ambientali. “A tutti è chiara la predilezione del Commissariato verso la provincia di Avellino – dichiara Giancarlo Giordano -, per questo motivo la sinistra ha ritenuto doveroso mettere in campo un’iniziativa autonoma che proponga soluzioni che abbiano al centro l’armonia ambientale. Non possiamo permettere la costruzione di un impianto industriale dedicato al trattamento dei rifiuti tossici e industriali che trasformerà il Formicoso in una piattaforma logistica al servizio della Campania e per questo giovedì proponiamo un dibattito ad alto livello che verta su materie specifiche”.
Ma, si sa, lo sviluppo in Italia passa per altre vie e se negli Stati Uniti optano per una raccolta differenziata a spinta e in Germania per impianti di trattamento bio-meccanico dei rifiuti, in Campania la costruzione dei termo-valorizzatori non è neanche partita. (di Rosa Iandiorio)

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