Avellino – Gli scrutini di Sinistra Democratica: Ciriaco De Mita non classificato, Giuseppe Galasso bocciato, Alberta De Simone rimandata. Nel caos delle alleanze da stipulare, in vista dei prossimi impegni politici, la scelta di Sd appare chiara e decisa.
In seguito allo strappo che si era consumato venerdì, quando Giancarlo Giordano, coordinatore provinciale, aveva abbandonato il tavolo del nuovo centro-sinistra promosso dal Partito Democratico, Sinistra Democratica ha convocato una conferenza stampa per spiegarne le ragioni e delineare il proprio ruolo nel gioco delle coalizioni.
“Sia chiaro, non abbiamo lasciato il tavolo per fare un patto con i Popolari”. Così esordisce Michele D’Ambrosio che fa della coerenza il suo cavallo di battaglia. “Chi conosce la mia storia sa che ho trascorso la mia vita a combattere contro un certo modo di fare politica e contro certi personaggi. L’idea di un centro-sinistra alternativo non significa un’alternativa al centro sinistra, né vuol dire un’esperienza di tipo civico perché non rientra nella nostra cultura e soprattutto non possiamo favorire una lista civica con i Popolari di De Mita”.
Michele D’Ambrosio, Giancarlo Giordano, Raffaele Aurisicchio, massimi esponenti della sinistra democratica irpina hanno un unico obiettivo: rompere un velo di ambiguità “nei confronti di un clima di confusione eccessivo”.
“Non c’è più tempo per i giochini, c’è bisogno di chiarezza – dichiara Giordano –. E’palese che per il Pd i candidati alle prossime amministrative sono Galasso e la De Simone, che essendo al primo mandato hanno la possibilità di portare avanti il programma precedente. Ed è qui che nasce il nodo della questione consumatasi venerdì. Le esperienze amministrative alle spalle non sono fulminanti in maniera positiva”.
Il giudizio di Sinistra democratica sull’esecutivo di Giuseppe Galasso è severo, nei suoi confronti non si prefigura alcuna apertura. Diverso il caso dell’ex presidente Alberta De Simone, che merita un ragionamento più approfondito. “La presidenza della Provincia ha avuto un’altra caratura, non possiamo dimenticare i problemi che la De Simone ha riscontrato all’inizio del suo mandato e che tipo di caduta ha avuto. Per questo motivo con i Popolari non ci sarà alcuna alleanza elettorale, non è una discriminazione ma non possiamo stringere patti con De Mita che insieme alla destra ha spodestato l’ex presidente. Su Galasso la questione è differente. La mia non è una vendetta personale perché in tempi non lontani ho lasciato la giunta (Giordano si dimise dall’assessorato alle politiche sociali), ma solo una preoccupazione nei confronti della città. Il primo cittadino di Avellino in questi anni non ha interpretato le esigenze e le necessità della città, non si è occupato delle persone, ma solo di cemento armato”.
Nessun dialogo neanche con la sinistra riformista. “Questa è fantapolitica – dice Giordano –. Dal momento che avevano deciso di confluire nel Pd, creare nuove correnti mi sembra un grave atto di rottura”. Ancora più severo il giudizio di D’Ambrosio: “ Il giorno che quella parte dei Ds ha aderito al progetto del Partito Democratico per noi è stato un giorno di festa”. E proprio sulla divisione interna al Pd D’Ambrosio puntualizza. “Il Partito Democratico per non far scoppiare la divisione in casa concepisce il tavolo di centro-sinistra come un gruppo invitato a una gita turistica, sperando che nel frattempo si chiarisca qualcosa. E’sleale non proporre questioni e con l’abbandono del tavolo abbiamo voluto segnalare questa sensazione. Se non vedremo cambiamenti siamo pronti a ripetere alla Provincia lo schema della città. Ci auguriamo che si possa dialogare con il Pd per formare il centro-sinistra, ma è una decisione che non spetta solo a noi”.
Il cerchio si chiude, le amministrative si avvicinano, ma nulla è ancora detto, visto che il nodo delle alleanze ancora non si è sciolto. Dal 2004 quando fu firmato il documento di alleanza tra le forze di centro-sinistra di matrimoni se ne sono rotti parecchi. La prossima tornata elettorale sarà teatro di nuovissimi risvolti. Il Pd di Franco Vittoria pare intenzionato a spostarsi al centro insieme all’Udeur e all’Italia dei Valori, l’Udc di Pionati pare optare a destra, e una parte del Pd, la sinistra riformista insieme ai Popolari non si svelano, ma fanno prove di alleanze. L’unica posizione chiara è proprio quella di Sinistra Democratica che da tempo ha ormai appoggiato la candidatura a sindaco di Antonio Gengaro. “Nel 2004 ci impegnammo per una alleanza di centro-sinistra – dichiara Aurisicchio – ma alla luce della rottura provocata da Walter Veltroni e non essendo più Ds, non ci sentiamo obbligati a tenere fede a quell’accordo. Ci tiriamo fuori e le coalizioni le facciamo solo se ci sono le condizioni politiche perché il punto politico viene prima di quello programmatico”. (di Rosa Iandiorio)
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