La Sala: “Atripalda partitodemocraticamente sommersa di monezza”

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Atripalda – “Mentre anche Atripalda, finalmente, rinuncia all’anacronistico privilegio della pubblica igiene, e viene ‘partitodemocraticamente’ sommersa di monnezza, non sembra inopportuna qualche pacata riflessione ed una domanda, alla quale vorremmo persino provare a dare risposta”. Il consigliere indipendente della cittadina del Sabato, Raffaele La Sala si sofferma dapprima sulle riflessioni di base: “Laurenzano non ha responsabilità alcuna per quanto è accaduto prima del 29 maggio 2007. Non è responsabile, cioè, di una città pulita, citata pubblicamente ad esempio nella provincia di Avellino e, per amore di verità, non si può neppure assumere tutti i meriti di quello che è avvenuto dopo, una città finalmente più vicina al capoluogo e perfino a Napoli, una città assediata dalla spazzatura. Uno straordinario risultato ottenuto in pochi mesi ed anche grazie ad una precisa azione amministrativa”. E questo è il ‘risultato’.
“Un sito di stoccaggio sequestrato, perché a quanto pare privo delle necessarie autorizzazioni; inspiegabili ‘depositi’, prima e dopo il sequestro, di un buon numero di lastre di eternit; l’ingiustificato ‘differimento’ della consegna del verbale di sequestro del sito, documento che non risulta protocollato agli atti del Comune; una superficiale e reticente dichiarazione ‘spontanea’ in Consiglio Comunale, che ha reso ancora più opaca e tortuosa la vicenda; l’inerzia amministrativa che ha spianato la strada alla gestione dell’ASA, senza una seria programmazione della complessa e non ancora chiara transizione dal ‘vecchio’ che funzionava al ‘nuovo’ che… chi lo sa!
Uno splendido risultato, non c’è che dire, frutto di una sciagurata sottovalutazione del problema dei rifiuti, di una incerta vigilanza, di una sesquipedale sciatteria che in pochi mesi ha dilapidato un patrimonio di credibilità e di esperienza”.
Ma che cosa poteva fare e non ha fatto il tuttora sindaco?
“Mentre i segnali della crisi si facevano più chiari ed inquietanti, fino alla drammatica situazione di oggi, ha dedicato all’emergenza rifiuti solo qualche scarna riga nelle cosiddette dichiarazioni programmatiche; dopo il sequestro del sito di stoccaggio ha sprecato tempo prezioso prima di assumere una linea difensiva. Una gestione incerta e capricciosa, impudente e superficiale che si è compiaciuta di lunghe ed incomprensibili ‘pause’ e di ‘proroghe’ a breve, nemmeno sfiorato dal dubbio, il sindaco tuttora, che un comportamento simile crea incertezza e sfiducia nella cittadinanza e compromette l’efficienza del servizio. Infatti, anche in una condizione di emergenza strutturale e di sostanziale inefficienza delle gestioni commissariali, il ‘vecchio’ affidatario ha assicurato risultati dignitosi ed a prezzi accettabili, quando i costi e le tariffe ASA schizzavano in alto, consentendo ad Atripalda anche il ‘lusso’ di limitate, ma significative, fasce di riduzione o di esenzione”.
Allora, che fare?
“Ci permettiamo di offrire qualche suggerimento sottovoce, per quanto sia nota la inoperosa supponenza, pari solo alla miope lungimiranza del sindaco e di alcuni suoi collaboratori: convocare con la massima urgenza una seduta di Consiglio Comunale per affrontare, con il contributo di tutti, le questioni di breve, medio e lungo periodo; se risultasse compromesso, nel breve periodo, il dissequestro definitivo del sito di stoccaggio di via Tufarole provvedere all’individuazione di un nuovo sito; impegnare Avellino ed i comuni dell’immediato hinterland in una serrata e seria riflessione sul cosiddetto ‘piano strategico’. A meno che Atripalda, Montefredane e Manocalzati non si siano già rassegnate al ruolo di malsana periferia urbana sulla quale il capoluogo può scaricare impunemente le scelte più sgradite”.

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