La RSU avverte: “Non si faccia politica sulle sorti dell’Acs”

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La RSU dell’Alto Calore Servizi di Avellino, in rappresentanza dei lavoratori, rivolge un appello all’opinione pubblica ed a tutte le forze politiche al fine di proteggere l’Acs ed i suoi lavoratori dalle ultime polemiche che vedrebbero ancora una volta la società oggetto di conquista politica. “Tale situazione – si legge nella nota congiunta di Giuseppe Famiglietti (Ugl) e Sabino Tartaglia (Cisl) – offende fortemente i lavoratori che proprio in questo periodo sono impegnati al massimo per garantire l’erogazione del Servizio ai cittadini di tutte le Comunità Associate. Ancora una volta l’Alto Calore è chiamato in causa in periodo elettorale attraverso voci tendenziose che vedrebbero un ipotetico avvicendamento del Presidente e del CdA. Pertanto siamo chiamati a contestare questo metodo assurdo anche perché un ulteriore cambio di gestione porterebbe la Società ad un fallimento certo con ripercussioni che tutti possono immaginare. Si faccia lavorare l’attuale amministrazione con serenità fino alla sua scadenza naturale in quanto il lavoro posto in essere in questi ultimi 8 mesi sta producendo benefici in termini di contenimento del debito, nel recupero dei crediti, nell’organizzazione interna con una più equa utilizzazione delle professionalità per dare ai cittadini un Servizio più pronto ed efficace. La RSU non può permettere di vedere ogni 6-7 mesi un cambio di regia. Il lavoro di una amministrazione deve essere giudicato dai sindaci soci alla scadenza del mandato. La RSU è anche preoccupata che un eventuale avvicendamento di amministrazione possa portare l’Alto Calore da una gestione pubblica ad una priva con conseguenti ripercussioni sul personale e sui cittadini che si troverebbero un aumento di tariffa in bolletta ed un servizio scadente, perché il privato guarda solo al proprio profitto. Pertanto la RSU prende le distanze da tutte le provocazioni del momento e rivolgendosi all’opinione pubblica chiede un attenta riflessione sul caso. Alla politica la RSU chiede di non usare la Spa per fini propri e di non aggravare ancor di più una situazione già abbastanza complessa, ci sono in ballo 400 famiglie che non possono permettersi di restare senza lavoro, l’acqua è un bene pubblico e tale deve rimanere”.

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