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“Chiamarsi De Mita, se può garantire un ‘posto’ lautamente remunerato dal denaro al proprio rampollo, non sempre garantisce saggezza alle parole che gli escono di bocca”. “E per il momento non mi va di dire altro – conclude D’Ercole – sono persona corretta e rispettosa, io e non ho mai fatto sfoggio della mia professionalità, dei titoli accademici e dei livelli raggiunti nella mia professione. Non intendo farlo neanche adesso. Anche perché, se come dice l’antica saggezza, ‘ognuno con il proprio metro, l’altrui misura’, finirei, di riflesso, per dare a De Mita dei meriti che non ha. Per il resto, sarà la Magistratura a fare chiarezza su tutta la vicenda”.