“La Regione premia i manager Asl e risparmia sugli infermieri”: il Nursind all’attacco

0
985

“La delibera della Regione Campania sull’erogazione dei premi ai manager delle Aziende Ospedaliere e Sanitarie, un regalo di Natale erogato dal Dottor Postiglione senza alcun imbarazzo, non può passare sotto silenzio, soprattutto in un contesto d’emergenza pandemica come quello attuale”.

Lo affermano, in una nota, il segretario territoriale NurSind, Romina Iannuzzi, e quello aziendale, Michele Rosapane.

“Al Dottor Postiglione e alle istituzioni regionali vogliamo ricordare che, a due anni dall’inizio della pandemia, solo una piccola parte degli infermieri ha ricevuto finora soltanto il 60% del bonus premialità Covid relativo all’anno 2020.
La stessa Regione che, rispetto a tutte le altre realtà regionali, non ha ancora riconosciuto l’indennità di Malattie Infettive al personale sanitario impegnato ad assistere da due anni i pazienti Covid; un’indennità accessoria di appena 5,16 € per ogni turno effettuato. Da quasi due anni il Dipartimento della Salute Regionale, previo confronto con le Organizzazioni Sindacali, doveva indicare alle Aziende i criteri per erogare questa indennità irrisoria; siamo oramai nel 2022 e stiamo aspettando ancora che il Dottor Postiglione trovi la giusta concentrazione per emanare questa circolare”.

“A fronte di ciò queste premialità ai manager rappresentano uno schiaffo e una mortificazione per tutti i professionisti della nostra sanità. Non passa inosservata la premialità riconosciuta alla manager dell’Asl di Avellino, la Dott.ssa Maria Morgante così come i risultati ottenuti negli anni dalla sua gestione che sono sotto gli occhi di tutti: una Medicina Territoriale assente, servizi assistenziali e domiciliari carenti, Presidi Ospedalieri depotenziati e con LEA minimi non garantiti. Il Dottor Postiglione e i politici di maggioranza che hanno approvato queste premialità, invece di pensare a come meglio ricompensare i loro fidati manager, dovrebbero farsi un giro nelle corsie, soprattutto in questo periodo, per capire a quali sacrifici si stanno adattando gli Infermieri per garantire la Salute Pubblica”.